Siamo a circa 100 ettari di boschi da tagliare nel solo 2026, almeno per le autorizzazioni di cui siamo a conoscenza.
Per renderci conto, 100 ettari sono un’area di un chilometro quadrato, pari a circa 160 campi di calcio.
Tagli a Velletri e Rocca di Papa
Le carte parlano chiaro: altri 26 ettari di castagneti dei Castelli Romani, tra Velletri e Rocca di Papa, stanno per cadere sotto le motoseghe, tra conferenze di servizi, silenzi-assenso e pareri tecnici. Una gestione “programmata”, certo, ma che avanza a colpi di ettari, mentre l’opinione pubblica ne resta spesso all’oscuro.
I tre via libera al taglio portano la data del 14 novembre.
Tre atti amministrativi, uno dopo l’altro, che disegnano un quadro che merita di essere conosciuto: Velletri e Rocca di Papa si preparano a un nuovo ciclo di abbattimenti, in una delle aree più fragili e simboliche del Lazio.
Tagli programmati nei Castelli Romani
Nel cuore dei Castelli Romani si apre un capitolo che rischia di ripetersi con troppa frequenza: successive autorizzazioni che legittimano ampie operazioni di taglio.
Questa volta ad arrivare al traguardo amministrativo sono tre interventi, tutti a prevalenza di castagno, che sommati superano i 27 ettari.
Come sempre accade, anche qui la documentazione è dettagliata, rigorosa, ricca di prescrizioni. Ma dietro l’apparato tecnico resta una verità semplice: superfici estese di bosco verranno cancellate per favorire il rinnovo del ceduo, lasciando per mesi ampie radure “a nudo” nel paesaggio castellano.
Velletri, il taglio del castagneto di Colle Fornace
Il primo via libera riguarda Colle Fornace, nei pressi di via Colle del Noce, a Velletri, dove un castagneto di 10,12 ettari netti sarà oggetto di taglio di fine turno. L’autorizzazione arriva dopo una Conferenza dei Servizi conclusa senza opposizioni.
È un intervento che rientra nella gestione ordinaria del ceduo, ma che colpisce per estensione e collocazione: un’intera porzione di bosco sarà rimossa, lasciando solo le matricine e gli esemplari più antichi, come previsto dai piani forestali.
Per i residenti della zona, già testimoni dei tagli degli anni precedenti, si prepara un nuovo cantiere boschivo destinato a modificare l’assetto del territorio per lungo tempo.
Altri 5,5 ettari di castagneto da abbattere al Peschio
Il secondo fascicolo riguarda Peschio, sempre a Velletri: 5,50 ettari netti destinati alla rimozione, all’interno della Zona Speciale di Conservazione “Maschio dell’Artemisio”, nei pressi di via del Cigliolo.
Qui la criticità è maggiore: si tratta di uno dei siti più preziosi della Rete Natura 2000. La documentazione certifica comunque la conformità dell’intervento ai piani forestali e alle valutazioni ambientali già rilasciate.
Interessano soprattutto due prescrizioni:
- esclusione dell’area considerata a rischio frana, circa 700 mq.
- obbligo di mantenere una fascia di rispetto di 20 metri per separare la nuova tagliata da quella effettuata da un vicino due anni fa.
Un dettaglio che da solo fa capire quanto fitte – e recenti – siano le operazioni boschive nella stessa zona.
Rocca di Papa, Molara: oltre 10 ettari destinati al taglio
Il fronte più esteso è quello della Molara, a Rocca di Papa, dove il taglio interesserà 10,32 ettari su un lotto complessivo di oltre 46.
Il procedimento si è concluso tramite silenzio-assenso, dopo il nulla osta rilasciato in estate.
Il bosco è a castagno, governato a ceduo, non ricade in aree Natura 2000 ma è pur sempre dentro il Parco dei Castelli Romani.
Colpisce un dettaglio: la presenza di un vincolo paesaggistico-archeologico lineare sulla parte nord. Nulla che blocchi l’intervento, ma quanto basta per inoltrare il provvedimento agli uffici deputati alla tutela del patrimonio, in attesa di eventuali osservazioni.
In totale saranno rilasciate 572 matricine, mentre le specie diverse dal castagno saranno risparmiate per preservare biodiversità e struttura ecologica.
Un totale di altri 26 ettari. e per il 2026 sono 100 ettari
Sommando i tre fascicoli, si arriva a più di 25,94 ettari di bosco che verranno abbattuti nel 2026, oltre ai 70 già in programma per il solo 2026 solo a Rocca di Papa. Totale circa 100 ettari.
Il messaggio ufficiale è sempre lo stesso: sono tagli “necessari”, programmati, sostenibili, previsti nei piani e approvati dalle strutture tecniche. Ma la percezione dei cittadini è diversa.
Nel giro di pochi anni, le stesse zone vedono alternarsi cantieri, radure, riprese vegetative e nuovi interventi.
Chi frequenta questi boschi – escursionisti, residenti, sportivi – osserva un paesaggio che cambia troppo spesso.
Una gestione che divide: si tratta di rinnovamento o depauperamento?
La gestione del castagneto ceduo è tradizionale, storica, prevista dalla legge. Nessuno lo mette in discussione. Ma che forse si stia un po’ esagerando, questo sì, è un dubbio che comincia a serpeggiare sempre più forte, tra i cittadini, specie dopo queste autorizzazioni
Leggi anche: Quando il verde si fa oro: all’asta il legname dei boschi dei Castelli Romani






















