L’iniziativa è affidata alla società “Il Parco delle favole incantate s.r.l.s.” di Anzio, individuata tramite avviso pubblico, con un obiettivo preciso: valorizzare il patrimonio storico e naturale di Ariccia, attirare visitatori e generare ricadute economiche sul territorio, senza chiedere contributi economici al Comune.
Quando e dove: le date da segnare in agenda
La manifestazione si svolgerà dal 29 novembre 2025 al 12 gennaio 2026.
L’impresa avrà l’uso esclusivo di una porzione di Parco Chigi, compreso l’accesso pedonale da Largo Porta Napoletana, necessario a gestire in sicurezza i flussi di pubblico.
La concessione dura 45 giorni e termina con la fine dell’evento: non è rinnovabile automaticamente e potrà essere prorogata solo con un nuovo atto del Comune.
Ingresso gratuito per i disabili: un impegno scritto
Un punto importante per l’inclusione: la convenzione prevede che tutti i disabili entrino gratuitamente alla manifestazione.
L’impresa si impegna a garantire questo diritto e a coinvolgere le associazioni del territorio, che saranno appositamente invitate per informare e promuovere l’iniziativa tra le persone con disabilità e le loro famiglie.
Un passaggio che rende l’evento non solo spettacolare, ma anche socialmente rilevante.
Inoltre, i residenti ariccini pagheranno un ingresso ridotto.
Il Comune non paga: quanto incassa Ariccia
Un aspetto decisivo per i cittadini: l’evento non è finanziato dal Comune di Ariccia.
Anzi, è l’impresa a pagare l’ente per l’utilizzo del Parco.
In base alle tariffe approvate dalla Giunta, la società dovrà versare 11.250 euro al Comune di Ariccia, calcolati come 250 euro al giorno per 45 giorni di concessione. Il pagamento è suddiviso in due rate:
50% entro l’8 dicembre 2025
50% entro il 1° gennaio 2026.
Tutte le spese (anche quelle nascoste) sono a carico dell’organizzatore.
Oltre al canone, l’impresa si fa carico di tutte le spese legate alla manifestazione: energia elettrica, allacci, manutenzione, adeguamento e messa a norma degli impianti, piano di sicurezza, personale, rapporti con fornitori e dipendenti, SIAE e ogni adempimento fiscale e tributario.
Il Comune di Ariccia è esplicitamente esonerato da qualunque responsabilità economica per l’evento e rimane estraneo ai rapporti contrattuali tra l’impresa e terzi.
In sostanza: nessun costo per le casse pubbliche, ma un’entrata certa e lavori migliorativi che restano al Comune.
Luci di Natale e lavori che restano alla città
La società organizzatrice installerà, a proprie spese, luminare natalizie e strutture luminose per tutto il periodo delle feste, almeno fino al 6 gennaio 2026.
Gli allestimenti dovranno essere eseguiti “a regola d’arte” e nel rispetto della normativa sugli impianti elettrici.
Non solo: eventuali migliorie e interventi permanenti sugli immobili comunali eseguiti dall’impresa resteranno di proprietà del Comune, che potrà anche chiedere il ripristino dello stato dei luoghi senza alcun costo a suo carico.
Come è stata scelta l’impresa: una sola proposta, ma valutata
L’affidamento non è avvenuto “a chiamata diretta”. Il Comune ha pubblicato un avviso pubblico il 28 ottobre 2025 per raccogliere manifestazioni di interesse.
Entro il termine del 13 novembre è arrivato un solo plico, presentato proprio dalla ditta “Il Parco delle favole incantate s.r.l.s.”.
Il bando prevedeva espressamente che si potesse procedere anche in presenza di una sola candidatura, se ritenuta idonea.
La proposta è stata valutata su criteri come esperienza, qualità del progetto, sostenibilità economica, tempi di realizzazione e impatto turistico-culturale, ottenendo un punteggio complessivo di 79 punti.
Turismo, lavoro e immagine: cosa ci guadagna Ariccia
Negli atti ufficiali il Comune spiega la filosofia dell’operazione:
l’evento è pensato come volano turistico per Ariccia, in linea con il Documento Unico di Programmazione e con gli obiettivi di rilancio del centro storico e valorizzazione del patrimonio artistico, culturale ed enogastronomico.
L’iniziativa punta ad aumentare la visibilità della città, attrarre flussi di visitatori anche da fuori territorio e generare un indotto per commercianti, ristoratori e attività locali, senza attingere a fondi pubblici.
Un Natale, insomma, che promette di essere “incantato”, ma con numeri, regole e tutele scritte nero su bianco.


















