Un passaggio solo apparentemente formale, che in realtà introduce un articolato iter giuridico necessario per determinare in modo definitivo la posizione del Comune di Ardea rispetto all’eredità.
Il beneficio d’inventario, richiamato nella stessa delibera consiliare, serve a tenere ben separato il patrimonio del defunto da quello dell’erede. In questo modo il Comune è protetto da eventuali debiti o problemi legati all’immobile.
Con questa forma di accettazione, il Comune di Ardea mantiene i diritti e gli obblighi già esistenti nei confronti del donante, ma non è obbligato a rispondere di debiti o lasciti che superano il valore dei beni ricevuti.
Si tratta di una tutela fondamentale, soprattutto quando si parla di beni immobili che potrebbero nascondere pendenze non immediatamente evidenti.
Ardea accetta l’eredità “con beneficio d’inventario”: i passaggi tecnici
Per dare attuazione alla delibera e procedere verso una possibile accettazione definitiva dell’eredità, diventa però indispensabile per il Comune di Ardea avviare un’istruttoria dettagliata.
L’operazione di accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario richiede la competenza di un notaio.
Il notaio è la figura chiamata a farsi carico dell’intera procedura prevista dal Codice Civile: dalla dichiarazione di accettazione ricevuta in forma di atto pubblico, all’inserimento nel registro delle successioni presso il tribunale competente, fino alla trascrizione nei registri immobiliari e alla redazione dell’inventario.
La redazione dell’inventario è un passaggio fondamentale, senza il quale il beneficio stesso perderebbe efficacia. Per produrre gli effetti voluti, la dichiarazione di accettazione con beneficio d’inventario deve essere infatti seguita dalla redazione dell’elenco completo dei beni e dei diritti ereditari.
Il Comune di Ardea impegna 10mila euro per la prestazione notarile
Questa sequenza di adempimenti tecnici non può essere eseguita internamente poiché il Comune di Ardea non dispone di professionalità notarili. Come accade ormai quasi ovunque in Italia dunque, si affida alla collaborazione esterna per evitare tempi incerti dovuti al sovraccarico degli uffici giudiziari.
Per questo motivo l’Amministrazione ha deciso di procedere con urgenza, stanziando 10.000 euro dal capitolo dedicato alle prestazioni professionali dell’Ufficio Patrimonio.
La selezione del professionista che dovrà avviare l’istruttoria per l’accettazione dell’eredità
La somma, già disponibile e imputata all’esercizio finanziario 2025, servirà a selezionare il professionista cui affidare le delicate operazioni legate all’eredità.
La normativa sugli appalti, in particolare l’art. 50 del D.Lgs. 36/2023, consente infatti di ricorrere all’affidamento diretto per importi sotto i 140.000 euro, permettendo all’Ente di scegliere rapidamente un soggetto con comprovata esperienza nel settore.
Ora la partita passa nelle mani dei professionisti, chiamati a garantire che ogni passo rispetti le norme e tuteli pienamente l’interesse pubblico.
La scadenza fissata per completare l’obbligazione è il 31 dicembre 2025, con l’obiettivo di chiudere l’istruttoria entro l’anno e definire il futuro dell’immobile destinato, forse, a diventare un nuovo bene della collettività.
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