Dopo mesi di verifiche, interlocuzioni tecniche e richieste di integrazioni rimaste inevase, il Comune di Aprilia ha chiuso con esito negativo la Conferenza dei Servizi convocata per valutare l’“Aggiornamento dell’Analisi di Rischio Sanitario Ambientale” presentato dalla società proprietaria del sito.
In pratica, la documentazione relativa alla bonifica effettuata è stata ritenuta non sufficiente dagli enti di controllo, in particolare dall’Arpa Lazio (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale).
Una decisione che pesa, soprattutto perché riguarda un’area delicata, protagonista da anni di un articolato procedimento di bonifica.
La storia inizia dal 2021
La storia affonda le radici nel 2021, quando l’amministrazione comunale approvò il “Progetto operativo di bonifica – Fase 1” per l’area in zona Gattone dove era ubicato un deposito carburanti.
Era il primo passo per affrontare la presenza di strutture interrate ed aree contaminate dell’ex deposito carburanti, dove gli interventi includevano sia la rimozione degli impianti sia il monitoraggio approfondito delle condizioni del suolo.
Nel gennaio 2022 la società diede formale avvio alle operazioni di bonifica, comunicando nel tempo anche nuove indagini tecniche per aggiornare il modello concettuale del sito.
Il nuovo documento, una versione aggiornata dell’Analisi di Rischio, è arrivato al Comune di Aprilia nel marzo 2025.

Da qui è nata la Conferenza dei Servizi indetta a giugno, con modalità semplificata e asincrona, che ha coinvolto Regione Lazio, ARPA Lazio e Provincia di Latina.
I pareri degli enti hanno tracciato un quadro tutt’altro che favorevole.
I pareri negativi
La Provincia di Latina ha innanzitutto precisato:
“Verificato che per le attività previste (…) non è stato richiesto il rilascio di titoli autorizzativi allo scarico delle acque ed alle emissioni in atmosfera, (…) questa Provincia rimette il proprio parere alle valutazioni tecniche di dettaglio che esprimerà ARPA Lazio”.
Una posizione di prudente rinvio, che lasciava all’Agenzia regionale l’ultima parola.
E l’ultima parola dell’ARPA Lazio è arrivata netta.
Nel proprio documento i tecnici dell’Arpa hanno affermato che il progetto
“risulta non approvabile (ritenendo) necessaria una nuova rimodulazione della AdR nelle modalità diretta ed inversa, del potenziale rischio sanitario-ambientale”.
Il cuore della critica riguarda proprio l’analisi di rischio, giudicata insufficiente nel descrivere e valutare gli scenari di contaminazione.
Sulla stessa linea la Regione Lazio, che ha dichiarato:
“Facendo proprio il contenuto del parere tecnico dell’ARPA Lazio (…) la scrivente Direzione regionale esprime il parere di competenza non favorevole in relazione al Progetto unico di bonifica – Aggiornamento Analisi di rischio”.
Una bocciatura formale che ha di fatto rafforzato le conclusioni tecniche dell’Agenzia.
Nuovi documenti mai arrivati
Di fronte a questo quadro, il Comune di Aprilia aveva chiesto alla società di integrare la documentazione, invitandola a “riscontrare puntualmente le richieste formulate da ARPA Lazio” entro 30 giorni.
La società ha risposto chiedendo una proroga di 45 giorni, ottenendola. Ma la nuova documentazione non è comunque arrivata.
Allo scadere dei termini, l’amministrazione non ha potuto far altro che constatare l’assenza degli aggiornamenti necessari. La conclusione negativa della Conferenza dei Servizi è quindi stata inevitabile.
La determinazione comunale ricorda che i pareri ricevuti “evidenziano elementi di criticità che non consentono l’approvazione del documento”.
Il provvedimento emesso dal Comune di Aprilia prescrive ora alla società ‘inadempiente’ di rielaborare l’intero progetto, tenendo conto delle osservazioni dell’ARPA e presentando una nuova versione entro 60 giorni dalla notifica.
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