Venerdì 28 novembre 2025, ore 10, sede comunale di piazza Indipendenza 8 la Commissione consiliare congiunta Urbanistica e Ambiente affronterà un punto unico ma decisivo all’ordine del giorno.
In discussione c’è l’“Approvazione del Regolamento comunale per l’installazione di impianti fotovoltaici e F.E.R.”, ossia le fonti di energia rinnovabile.
Tradotto: le regole che mancavano e che da mesi condizionano – tra polemiche e ricorsi – lo sviluppo dei maxi impianti sul territorio pometino.
È il primo passaggio politico-istituzionale verso un testo che, una volta approvato dal Consiglio comunale, potrebbe cambiare il destino di campagne, vigneti e aree agricole di Pomezia.
Un anno dopo la “bandiera bianca” del Comune di Pomezia
Il ritorno del tema in Commissione arriva a un anno esatto da quando, il 18 novembre 2024, l’amministrazione di Pomezia aveva di fatto alzato “bandiera bianca” ammettendo il ritardo sul regolamento.
Allora si parlava di altri tre mesi necessari per chiudere il testo, dopo una prima sospensione delle domande di impianti in aree “non idonee”.
Nel frattempo, però, la realtà ha corso più delle carte: tra proroghe, nuove istanze e progetti sempre più invasivi, il vuoto regolamentare è diventato un vero caso pubblico. Oggi, con il regolamento finalmente sul tavolo della Commissione, si misura anche la credibilità delle promesse fatte in questi dodici mesi.
Dalla vigna al fotovoltaico: perché questo regolamento pesa
Nel frattempo Pomezia ha visto nascere un nuovo maxi impianto a Santa Procula, al posto di una vigna, con un via libera lampo e il nodo – ancora irrisolto – delle “compensazioni territoriali” che la società dovrà riconoscere alla città.
Proprio casi come questo spiegano quanto il regolamento atteso sia cruciale: deve chiarire dove gli impianti a terra possono essere installati, con quali vincoli e quali garanzie residue per l’uso agricolo dei suoli.
E, soprattutto, come conciliare la corsa all’energia pulita con la tutela del paesaggio e della vocazione rurale di intere zone del territorio, oggi percepite come “a rischio colonizzazione energetica”.
Il monito del TAR sul maxi parco tra Roma e Pomezia
La seduta di venerdì arriva anche all’indomani della sentenza del TAR del Lazio che ha stoppato un maxi parco fotovoltaico tra Roma e Pomezia, ricordando a tutti che “energia pulita sì, ma non ovunque”.
Il Tribunale ha ribadito il peso dei vincoli paesaggistici e il ruolo decisivo della Soprintendenza, soprattutto in contesti di pregio come l’Agro Romano.
Un precedente che parla chiaro anche a Pomezia: senza regole precise su “aree idonee” e “non idonee”, ogni progetto rischia di trasformarsi in un contenzioso, con tempi lunghi e incertezza per operatori, Comune e cittadini.
Compensazioni, trasparenza e partecipazione: le domande aperte
Sul piano della pubblica utilità, il regolamento comunale dovrà sciogliere almeno tre nodi:
- come saranno definite le compensazioni territoriali a carico dei privati;
- in che modo verrà garantita la trasparenza sulle somme versate e sul loro utilizzo;
- quali margini di partecipazione avranno cittadini e comitati nelle scelte che riguardano aree agricole e quartieri già sotto pressione.
Finora, proprio sulle compensazioni – promesse in percentuale sui ricavi dei maxi impianti – è calato spesso il buio. La seduta congiunta Urbanistica–Ambiente rappresenta l’occasione per trasformare quel “mistero” in criteri chiari, consultabili e verificabili.
Cosa possono fare i cittadini adesso
Per comitati di zona, associazioni e semplici residenti è il momento di alzare l’attenzione: leggere le carte, chiedere chiarimenti, pretendere che il regolamento sia comprensibile e non solo un testo tecnico per addetti ai lavori.
La battaglia non è contro il fotovoltaico, ma per decidere “dove” e “come” farlo.
E la partita, venerdì 28 novembre, si gioca dentro quelle stanze di piazza Indipendenza: ignorarla significherebbe lasciare che altri decidano, ancora una volta, al posto del territorio.
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