Dopo un comunicato della Commissione Straordinaria che governa Aprilia, l’associazione ha voluto chiarire la propria posizione, sottolineando che
“il nostro disappunto non era frutto di uno scontro con la Commissione straordinaria, né di rivendicazioni personali ma era molto semplicemente il volersi stabilire l’ordine dei fatti in rapporto alla veridicità di quanto rappresentato.”
Interesse pubblico è superiore a quello economico
Nel proprio comunicato, l’A.B.C.A. richiama una delibera della Giunta Comunale pro tempore, la numero 8/2023, ricordando che:
“è stato concesso l’utilizzo di alcuni locali dell’autoparco a titolo gratuito e provvisorio, previa sottoscrizione di atto concessorio che puntualizzasse le modalità operative dell’utilizzo del bene e che, ad oggi, non risulta sia mai stato sottoscritto.”
L’associazione sottolinea che questa concessione, fondamentale per comprendere l’intera vicenda, risale a un indirizzo politico della precedente amministrazione, e che
“il prevalente orientamento della giurisprudenza contabile… Il principio generale di reddittività del bene pubblico può essere mitigato o escluso ove venga perseguito un interesse pubblico equivalente o addirittura superiore rispetto a quello che viene perseguito mediante lo sfruttamento economico dei beni.”
I beni pubblici, compresi quelli comunali, devono poter creare un valore aggiunto per la cittadinanza che spesso non è un guadagno economico, ma culturale, sociale e identitario.
Lo scontro tra carristi e Comune
L’A.B.C.A. evidenzia anche le successive difficoltà pratiche sorte nella gestione della concessione.
Dopo due anni e mezzo, il Dirigente del V Settore, Paolo Terribili, insieme al Dirigente dell’Ufficio Patrimonio, Roberta Pennini, ha formalizzato una diffida chiedendo
“la restituzione dello spazio all’interno dell’immobile denominato Autoparco in viale Europa 7, oltre al pagamento di una cifra (€ 41.072,00) il cui importo non è dato comprendere su quali basi sia stato calcolato.”
L’associazione segnala inoltre problemi di comunicazione, chiedendosi se
“è stato verificato che qualche comunicazione… sia stata inviata ad indirizzi sbagliati e, quindi, non correttamente ricevuta da noi?”
Associazione mai convocata per la convenzione
Secondo l’A.B.C.A., nonostante l’atto di concessione fosse di competenza dell’Ufficio Patrimonio del V Settore, “l’Associazione ABCA non è stata mai convocata per la stipula della concessione.”
Dopo un accesso agli atti, è stato fornito solo un documento riferito alla concessione, la lettera del 16/11/2023, che rammentava che la concessione “non era stata ancora sottoscritta” e richiedeva ulteriori informazioni da parte dell’associazione, come “i nominativi degli associati non autorizzati ad accedere all’interno dello spazio assegnato presso l’Autoparco, oltre alla polizza assicurativa inerente l’attività svolta”, elementi che furono prontamente forniti.
L’A.B.C.A. segnala poi che, dopo questa lettera, non sono giunte ulteriori comunicazioni e che l’associazione ha comunque organizzato altri due Carnevali, “l’ultimo addirittura sotto l’insediamento del Commissario Straordinario, vostro predecessore, senza che alcuna comunicazione facesse riferimento alla stipula della concessione.”
Il protocollo d’intesa… beffa
Infine, l’associazione si sofferma sulla bozza di protocollo d’intesa contestata dalla Commissione Straordinaria. Secondo l’A.B.C.A., la redazione della bozza era stata richiesta dalla stessa Commissione e riportava quanto concordato nel primo incontro del 8 ottobre 2025:
“era stato definito con l’impegno da parte nostra di stipulare un atto concessorio a fine Carnevale 2026 e a produrre migliorie antincendio all’interno della struttura stessa, che, va da sé, non avrebbe avuto senso pensare di fare, se poi avessimo dovuto lasciare i locali a fine febbraio.”
La versione delle Commissarie
Dal canto suo, la Commissione composta dalle tre Commissarie straordinarie di Aprilia aveva precisato, in un comunicato, che
“Con delibera della Giunta Comunale n. 8/2023, è stato concesso l’utilizzo di alcuni locali dell’autoparco a titolo gratuito e provvisorio, previa sottoscrizione di atto concessorio che puntualizzasse le modalità operative dell’utilizzo del bene e che, ad oggi, non risulta sia mai stato sottoscritto.”
L’Amministrazione aveva sottolineato la necessità di adeguare la struttura in termini di sicurezza per le attività ad elevato rischio di incendio. Era inoltre stato chiarito che la concessione temporanea era finalizzata al Carnevale 2026.
La Commissione aveva infine evidenziato che l’A.B.C.A. aveva trasmesso una bozza di protocollo non conforme agli accordi precedenti, prevedendo un tacito rinnovo a tempo indeterminato e l’azzeramento dei costi delle utenze pregresse, e che
“in linea con gli orientamenti giurisdizionali… è importante procedere nelle assegnazioni temporanee dei beni patrimoniali dell’Ente, mediante indagini di ricerca, per una ridistribuzione più equa dei beni pubblici a disposizione della comunità.”
Strano modo di combattere la mafia
La vicenda mostra dunque un quadro complesso di ritardi burocratici, comunicazioni incomplete e incomprensioni tra Ufficio Patrimonio e A.B.C.A.
Entrambe le parti che rivendicano la correttezza delle proprie azioni e l’impegno per la realizzazione del Carnevale apriliano, evento centrale per la comunità locale.
Il risultato è che il Carnevale 2026 di Aprilia sarà sicuramente inferiore alle precedenti edizioni: senza carri allegorici e l’entusiasmo sarà pure difficile chiamarlo “Carnevale”.
Dopo il San Michele, le associazioni culturali e le associazioni sportive, il commissariamento antimafia ha così colpito un’altro importante simbolo della identità degli apriliani. Sport e sociale sono così stati quasi completamente annichiliti. È così che si combatte la mafia?
Magari lo Stato è il caso che riveda le ‘regole d’ingaggio’ dell’istituto “Commissariamento straordinario”.
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