Il rapporto offre un quadro aggiornato sulla produzione complessiva dei rifiuti urbani e sull’andamento della raccolta differenziata in tutti i comuni del Lazio.
La produzione dei rifiuti
Nel 2024 la produzione totale dei rifiuti urbani del Lazio ha raggiunto 2.913.132 tonnellate, con una produzione pro capite pari a 510,2 kg per abitante all’anno.
Si tratta di un volume che rappresenta circa il 10% della produzione nazionale, secondo gli ultimi dati ISPRA del 2023.
L’andamento degli ultimi anni mostra un comportamento altalenante: dopo un periodo di progressiva riduzione della produzione tra il 2019 e il 2022, il biennio successivo ha invertito la rotta.
Già nel 2023 si era registrato un aumento di circa novemila tonnellate, crescita confermata nel 2024 con oltre sessantamila tonnellate in più rispetto all’anno precedente.
Malgrado questo incremento, il dato 2024 rimane comunque inferiore a quello di inizio sessennio, segnale che le politiche di gestione e prevenzione continuano a produrre effetti rilevanti sul lungo periodo.
Differenziata, tutte le province crescono
Parallelamente, e per fortuna in controtendenza positiva, la raccolta differenziata regionale continua a crescere. Il Lazio passa dal 51% del 2019 al 56,2% del 2024, con un miglioramento di oltre cinque punti percentuali.
Il target del 65%, però, resta ancora distante e rappresenta una sfida aperta. Tutte le province laziali registrano un incremento nel 2024, con Rieti e Roma in testa per crescita rispetto all’anno precedente.
Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo superano la media regionale, mentre la provincia di Roma si ferma poco più sotto, raggiungendo il 54%.
Il primato spetta ancora una volta alla provincia di Viterbo, che con il suo 67,3% non solo conferma l’obiettivo normativo già centrato l’anno precedente, ma guadagna un ulteriore punto percentuale.
La performance regionale e quella della provincia di Roma risentono del peso specifico di Roma Capitale, realtà complessa e di dimensioni tali da influenzare l’intero equilibro statistico.
Osservando l’intero periodo 2019-2024, la crescita della raccolta differenziata è costante in tutte le province.
La provincia di Latina, con il suo 64,3%, si avvicina sensibilmente al target normativo e ottiene risultati significativi anche nel valore pro capite di raccolta differenziata: 308,2 kg per abitante all’anno, il dato più alto dell’intera regione, seguita da Roma, Viterbo, Frosinone e Rieti.
I Comuni: promossi e bocciati
Sul fronte dei comuni, il Lazio presenta un quadro articolato: 216 comuni su 378 superano l’obiettivo del 65% nel 2024, sette in più rispetto al 2023.
La ripartizione conferma 72 comuni virtuosi nella provincia di Roma, 51 in quella di Viterbo, 39 in quella di Frosinone, 31 in quella di Rieti e 23 nella provincia di Latina.
Tuttavia, 162 comuni risultano ancora lontani dai valori minimi previsti dalla normativa. È interessante notare come 51 comuni si collochino comunque nella fascia tra il 60 e il 65%, mentre 70 restano tra il 50 e il 60%, 11 tra il 40 e il 50%, 7 tra il 30 e il 40% e ben 23 non raggiungono nemmeno il 30% di raccolta differenziata.
Entrando nella classificazione demografica, emergono storie estremamente diverse.
I comuni con meno di 5.000 abitanti rappresentano il 67% del totale regionale. Tra loro 33 hanno scelto di unirsi in forme associate per migliorare l’organizzazione dei servizi e poco più della metà supera il 65%, con un miglioramento significativo rispetto al 2023.
In questa fascia spiccano Castrocielo, San Giovanni Incarico e Sant’Apollinare, tutti in provincia di Frosinone, con incrementi di raccolta differenziata particolarmente rilevanti.
Nella classe dei comuni tra 5.000 e 25.000 abitanti, pari al 25% del totale, il 66% supera l’obiettivo normativo.
Ceccano (Frosinone) e Monte San Biagio (Latina), insieme a Gennazzano e San Cesareo in provincia di Roma e Soriano nel Cimino in provincia di Viterbo, migliorano sensibilmente rispetto all’anno precedente. Il caso più eclatante è proprio Monte San Biagio, che passa dal 64% al 77%.
Tra i comuni medio grandi, con popolazione compresa tra 25.000 e 50.000 abitanti, gli 11 virtuosi confermano il superamento del target già dal 2023, mentre Cassino, Cisterna di Latina, Monterotondo, Nettuno e Rieti non riescono a raggiungere la soglia del 65% nemmeno nel 2024.
Le città più grandi arrancano
Nella classe dei comuni sopra i 50.000 abitanti, la situazione si fa più complessa.
Sei realtà superano l’obiettivo già dai anni precedenti: Aprilia nella provincia di Latina, Guidonia Montecelio, Pomezia, Fiumicino, Tivoli e Velletri nella provincia di Roma.
Restano invece sotto la soglia Roma Capitale, Latina, Viterbo, Civitavecchia, Ardea e Anzio.
Dal quadro dei singoli comuni emergono altri dati di interesse. Fondi, in provincia di Latina, si conferma l’unico comune a mantenere una raccolta differenziata superiore all’80% per tutto il periodo 2019-2024.
Norma, anch’esso in provincia di Latina, dopo cinque anni sopra l’80%, nel 2024 scende al comunque eccellente 71%. Nepi, nel quadriennio 2021-2024, si mantiene stabilmente sopra l’80%.
Anche Monte San Biagio, Bassiano e Gaeta confermano le loro buone performance già superiori al 65%.
Al contrario, alcune realtà non riescono a mantenere i risultati del 2023: Castro dei Volsci, Ferentino, Fumone, Ripi e Rocca d’Arce in provincia di Frosinone; Rocca Massima e San Felice Circeo in provincia di Latina; Casperia, Configni e Poggio Catino in provincia di Rieti; Bellegra, Canterano e Nemi nella provincia di Roma.
L’edizione 2025 del Rapporto sui rifiuti urbani del Lazio consegna quindi un quadro ricco, dinamico e in evoluzione. La regione cresce, produce di più ma differenzia meglio, con isole di eccellenza diffuse e criticità persistenti.
Consulta il rapporto 2025 di Arpa Lazio
I numeri della provincia di Latina
- Fondi – 82,9%
- Itri – 78,8%
- Prossedi – 77,6%
- Monte San Biagio – 77,2%
- Maenza – 74,8%
- Sabaudia – 73,5%
- Sermoneta – 72,7%
- Spigno Saturnia – 72,7%
- Terracina – 72,0%
- Castelforte – 71,0%
- Aprilia – 71,5%
- Norma – 71,1%
- San Cosma e Damiano – 70,1%
- Formia – 70,0%
- Roccagorga – 70,8%
- Gaeta – 67,6%
- Minturno – 67,9%
- Lenola – 67,4%
- Campodimele – 69,2%
- Cori – 66,7%
- Bassiano – 65,2%
- Pontinia – 64,8%
- San Felice Circeo – 64,7%
- Latina (capoluogo) – 53,0%
- Roccasecca dei Volsci – 50,0%
- Cisterna di Latina – 43,3%
- Ventotene – 26,2%
Provincia di Roma
- Genzano di Roma – 84,9%
- Manziana – 84,7%
- Palestrina – 81,9%
- Lanuvio – 80,4%
- Canale Monterano – 79,8%
- Montelibretti – 79,7%
- Nerola – 79,1%
- Anguillara Sabazia – 78,8%
- Monte Compatri – 78,7%
- Cerveteri – 78,5%
- Mentana – 78,1%
- Castelnuovo di Porto – 77,5%
- Castel Gandolfo – 77,1%
- San Gregorio da Sassola – 76,7%
- Ariccia – 76,6%
- Moricone – 76,6%
- Rocca Santo Stefano – 76,4%
- Tolfa – 76,3%
- Tivoli – 75,8%
- Rocca Priora – 75,3%
- Castel Madama – 74,8%
- Riano – 74,7%
- Montorio Romano – 72,8%
- Marcellina – 72,0%
- Ciampino – 72,3%
- Allumiere – 72,2%
- Percile – 70,7%
- Licenza – 70,7%
- Ladispoli – 69,8%
- San Polo dei Cavalieri – 67,8%
- San Cesareo – 68,6%
- Palombara Sabina – 68,0%
- Pomezia – 68,5%
- Frascati – 68,2%
- Guidonia Montecelio – 69,8%
- San Vito Romano – 69,1%
- Rocca di Papa – 69,3%
- Rignano Flaminio – 70,4%
- Monteflavio – 74,0%
- Morlupo – 74,4%
- San Cesareo – 68,6%
- Nemi – 63,5%
- Olevano Romano – 63,7%
- Nettuno – 60,7%
- Marano Equo – 60,7%
- Roiate – 56,8%
- Anticoli Corrado – 55,3%
- Arsoli – 55,3%
- Capranica Prenestina – 55,3%
- Vivaro Romano – 55,3%
- Filacciano – 54,2%
- Santa Marinella – 51,6%
- Roma Capitale – 48,0%
- Affile – 12,0%
























