La Determinazione dirigenziale del 18 novembre 2025 chiarisce che il progetto ha avuto nel tempo un aumento di circa 400mila euro rispetto all’importo dell’appalto iniziale. Aumento che sarebbe legato al caro-materiali e alla revisione del progetto.
Il totale del costo dell’opera risulta dunque essere (attualmente) aumentato fino a circa 1.850.000 euro.
La società che sta curando la progettazione esecutiva e il coordinamento per la sicurezza, la Spazio7D di Albano, ha pertanto chiesto essa stessa un adeguamento della parcella.
L’aumento è stato quantificato in quasi 24mila euro lordi. La cifra è stata approvata e ha fatto lievitare il totale delle spese di progettazione a una somma di poco superiore ai 130mila euro.
Un cantiere nato nel 2019 e mai davvero “chiuso”
Piuttosto tormentata la storia di questi lavori per il Teatro Alba Radians.
Un appalto che sembra non avere mai una data di scadenza, lavori che non iniziano mai e contestualmente costi che continuano ad aumentare. Sei anni piuttosto tormentati.
Nel 2019, infatti, mentre il teatro ospitava ancora la stagione teatrale, fu annunciato che nel 2020 sarebbero partiti i lavori di ristrutturazione. La pandemia e poi le criticità strutturali del solaio hanno rallentato il cantiere.
I lavori sono ripartiti, si sono di nuovo fermati, fino alla risoluzione del contratto con la ditta CR Appalti nel 2023 per inadempienze e ritardi.
Quindi è entrata in scena la società Spazio7D di Albano per predisporre un nuovo progetto esecutivo.
Nel 2024 il Sindaco parlava di una conclusione fissata al 30 giugno 2025, ed oggi possiamo dire che quella data era quantomeno ottimistica.
L’ultimo passaggio: soldi ai progettisti, in attesa del nuovo appalto
Questa determinazione datata novembre 2025 non fissa ancora una nuova data di riapertura né annuncia l’immediata ripartenza del cantiere: serve soprattutto a mettere in sicurezza la parte tecnica del progetto.
Vengono saldati e aggiornati i compensi di chi deve progettare, dirigere e controllare i lavori.
Il passaggio successivo, si spera, sarà la gara o l’affidamento dei lavori veri e propri, dopo la rottura con il precedente appaltatore. Fino ad allora, sipario abbassato.
Un simbolo culturale fermo e un dibattito politico acceso
Attorno all’Alba Radians, forse il cinema-teatro più antico dei Castelli Romani, nato negli anni Venti, si consuma da anni anche uno scontro politico.
Per la ex maggioranza è il futuro polo culturale della città, con una scuola di teatro pensata per i giovani.
Per una parte della ex opposizione è invece una “cattedrale nel deserto”, costosa e non prioritaria rispetto a strade, scuole, impianti sportivi e periferie che chiedono interventi urgenti.
Le domande dei cittadini: tempi, trasparenza e funzioni reali
Resta un nodo di fondo: quando i cittadini potranno finalmente rientrare in sala? E a quali condizioni economiche per il Comune di Albano?
La scadenza di giugno 2025 per la fine lavori è stata di gran lunga superata, e il nuovo atto non indica un calendario dei lavori.
Nel frattempo Albano continua a non avere né un teatro né un cinema pienamente funzionanti, mentre le risorse impegnate lievitano.
La sensazione, per ora, è che lo spettacolo più lungo si stia svolgendo fuori dal palcoscenico, tra carte, fatture, delibere e mutui.




















