Anzio, la villa di 600 metri quadri di Lavinio, confiscata negli anni ’90 al cassiere della Banda della Magliana Enrico Nicoletti, non diventerà l’asilo nido comunale previsto dal progetto finanziato con fondi PNRR. Un’occasione sfumata, su cui oggi tornano polemiche e accuse incrociate.
A riaprire il caso è l’ex sindaco Candido De Angelis, in carica fino al 2022, anno dello scioglimento del Consiglio comunale per condizionamenti della criminalità organizzata.
De Angelis interviene dopo l’annuncio dell’attuale amministrazione, che ha dichiarato di voler destinare la villa di Lavinio a nuova funzione pubblica. Ma secondo l’ex sindaco si tratterebbe dell’“ennesima verità camuffata”.
La denuncia di De Angelis: “Progetto già pronto, finanziato e abbandonato”
De Angelis afferma che il Comune di Anzio aveva già pronto un progetto cantierabile per la realizzazione di un asilo nido comunale proprio nell’area della villa confiscata a Nicoletti.
Si trattava di un intervento da circa 1,5 milioni di euro, finanziato con fondi del PNRR. A questo finanziamento però la Commissione straordinaria insediata dopo lo scioglimento del Consiglio avrebbe rinunciato:
“Tanto per puntualizzare: la famosa villa di 600 metri quadri sequestrata alla criminalità organizzata, che le varie amministrazioni avrebbero abbandonato e che sabato mattina il sindaco ha annunciato che ci avrebbe pensato lui, è l’ennesima bugia. L’ennesima verità camuffata per non voler affrontare una storia tragica di cui prima o poi si dovrà far chiarezza”.
E poi aggiunge:
“Il sindaco apra finalmente qualche cassetto: troverà il progetto di un asilo nido finanziato dai fondi del PNRR per circa un milione e mezzo, pronto per andare a gara proprio su quel terreno. Perché i commissari straordinari non lo abbiano voluto fare non lo so, ma se il sindaco guarda bene troverà una lettera della Prefettura che rimproverava i commissari per la perdita del finanziamento.”
Una ricostruzione pesante, che punta il dito sia contro la gestione commissariale sia contro l’attuale amministrazione, accusata di raccontare una versione dei fatti non corrispondente alla realtà.
Nel 2021 il Consiglio Comunale approvò l’asilo nido proprio in quell’area
Le parole di De Angelis trovano riscontro nella cronologia degli atti amministrativi.
Nel 2021, infatti, il Consiglio Comunale di Anzio approvò all’unanimità la delibera che autorizzava, anche in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, la realizzazione di un asilo nido comunale in Via del Tridente, a Lavinio, sull’area dove sorgeva la villa di Nicoletti.
L’immobile appartenuto al cassiere della Banda della Magliana venne confiscato dall’Antimafia nel 1990, poi consegnato al Comune nel 2001. La delibera accompagnava lo studio di fattibilità, già predisposto, che individuava l’area come idonea alla costruzione del nido comunale.
Il progetto non venne mai avviato, ma rimase depositato negli uffici comunali fino al 2022, quando il Comune entrò in gestione straordinaria.
La rinuncia al progetto PNRR durante la gestione commissariale
Secondo quanto denunciato da De Angelis, i commissari avrebbero formalmente rinunciato al finanziamento. Questo avrebbe anche generato un richiamo da parte della Prefettura per la perdita delle risorse.
Non sono mai state rese pubbliche nel dettaglio le motivazioni della scelta, ma l’esito è chiaro: il finanziamento è stato perso, e con esso l’opportunità di recuperare un bene simbolo della lotta alla criminalità organizzata trasformandolo in un servizio per la cittadinanza.
La villa di Lavinio Mare, oggi degradata e in parte demolita, continua dunque a essere un simbolo irrisolto. Un bene confiscato alla criminalità, riconsegnato alla città da oltre vent’anni, ma che ancora non è riuscito a trovare una funzione definitiva.
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