Nel documento inviato agli uffici regionali i residenti denunciano una situazione che, secondo loro, si ripete da anni:
“La comunità è, da molti anni, ciclicamente costretta a rivivere il medesimo, intollerabile disagio ambientale, igienico e sanitario”.
L’impatto olfattivo del pollificio sui residenti di Fossignano
Il comitato del quartiere Fossignano di Aprilia contesta le stime sull’impatto olfattivo del pollificio.
Nella sua relazione sottolinea infatti che la concentrazione di odori calcolata dallo studio ambientale, pari a 1 OUE/m³ nel raggio di poco più di un chilometro, colpirebbe fino a 500 residenti, in una zona densamente popolata e non agricola.
Viene messa in dubbio l’efficacia delle misure di mitigazione proposte, basate principalmente sulla ventilazione naturale. Si chiede perciò l’installazione di sistemi attivi di abbattimento, come biofiltri, per garantire limiti olfattivi quasi a zero e compatibili con le aree residenziali circostanti.
Il problema delle mosche
Il documento del comitato di quartiere Fossignano ricorda inoltre una lunga cronistoria di disagi legati alla gestione del vecchio impianto del pollificio. Dal 2019 a oggi, articoli e segnalazioni di cittadini hanno evidenziato la costante presenza di miasmi e mosche, con interventi sporadici da parte del Comune di Aprilia e della Asl.
Nel 2025 il problema è tornato a farsi sentire, portando il comitato a presentare esposti e a organizzare incontri pubblici per sensibilizzare la cittadinanza e ottenere sopralluoghi da parte delle autorità locali.
Criticità urbanistiche e di viabilità
Oltre all’impatto olfattivo, il comitato segnala criticità urbanistiche e di viabilità.
Lo studio di impatto avrebbe sottovalutato il carico del traffico pesante sulla viabilità locale e la vicinanza a residenze, opere di pubblica utilità e alla Chiesa Santa Maria della Speranza, punto di riferimento della comunità e della Protezione Civile.
Viene inoltre evidenziata la necessità di valutare l’impatto cumulativo con altri siti industriali vicini, come il deposito rifiuti di Sant’Apollonia, per stabilire se l’area sia già compromessa da un punto di vista ambientale e sanitario.
Le richieste del comitato di quartiere Fossignano
Le osservazioni del comitato si concludono con una richiesta:
l’autorizzazione non può limitarsi a ratificare le procedure esistenti, ma deve prevedere obblighi vincolanti, revisioni periodiche e la possibilità di sospensione o revoca se i disagi dovessero ripresentarsi, dimostrando la sostanziale incompatibilità tra l’allevamento intensivo e il tessuto residenziale di Fossignano.
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