Allora si chiamavano “Titoli del Debito pubblico del Regno d’Italia”. Quello però che inizialmente sembrava un semplice pezzo da collezione si è presto rivelato molto di più.
Quanto valgono oggi
I titoli, infatti, sono stati fatti valutare da un consulente esperto. Costui ha calcolato il rimborso comprensivo di interessi legali, rivalutazione e capitalizzazione dalla data di emissione fino al momento del ritrovamento.
La somma stimata ha raggiunto la ragguardevole cifra di 257.300 euro. C’è però un problema.
La scadenza naturale dei Titoli è però ormai passata da 63 anni. Lo Stato è chiaro: i Titoli di Stato sono incassabili al massimo fentro 10 anni dopo la scadenza.

I Titoli scaduti da 10 anni non possono essere incassati
La legge italiana prescrive infatti che è possibile chiedere il rimborso dei Titoli di Stato, di qualsiasi epoca, a condizione che non sia decorso il termine prescrizionale di 10 anni a partire dalla loro scadenza.
I Titoli ritrovati da Maria Beatrice sono stati emessi nel 1937 e la loro scadenza era 25ennale, quindi avrebbero dovuto essere incassati nel 1962, cioè 63 anni fa.
Al massimo la richiesta di incasso si poteva effettuare entro i successivi 10 anni, quindi entro il 1972, cioè 53 anni fa.
Come incassare i Titoli di Stato scaduti
C’è però una parte della norma che va in soccorso di chi appunto ritrova un buono dopo tantissimi anni.
Sulla presunta prescrizione del diritto al rimborso, che il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) potrebbe eccepire, gli esperti spiegano infatti che, secondo l’articolo 2935 del Codice Civile,
“la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere”.
Nel caso di Maria Beatrice, ciò significa dal giorno del ritrovamento, visto che fino a quel momento ignorava completamente l’esistenza del credito. Se riuscirà a dimostrare questa cosa, potrà incassare il corrispondente valore attuale.
La donna, pertanto, si è rivolta all’Associazione per la Giustizia in Italia, dando mandato all’avvocata Sara Gitto.
Saranno quindi ora avviate le pratiche di rimborso presso Banca d’Italia e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che sono obbligati in solido a onorare tutti i debiti contratti anche prima dell’avvento della Repubblica Italiana, anche quelli risalenti al Regno d’Italia.
10 milioni di titoli di credito mai incassati
Il caso della signora padovana non è isolato. In Italia esistono circa 10 milioni di euro di titoli di credito mai incassati (la cifra è solo una stima che va poi ricalcolata caso per caso).
Il Caffè si è già occupato di altri casi accaduti nel Lazio.
I titoli dispersi sono buoni postali, libretti bancari e BOT, ancora riscossibili ma spesso trascurati o ignorati sia dai cittadini sia dagli enti preposti al pagamento.
Affidandosi ai legali dell’Associazione Giustitalia, Maria Beatrice punta ora a recuperare il rimborso complessivo, stimato in 257.300 euro.
Un ritrovamento casuale si è così trasformato in un vero e proprio tesoro moderno. Un monito per chi ha mobili antichi in vecchie case di famiglia: cercate bene!
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