Protagonista della vicenda è un giovane residente a Latina, escluso dal maxi concorso 2025 per il reclutamento di 6.500 Volontari in Ferma Prefissata Iniziale (VFI) dell’Esercito Italiano per una condizione fisica legata ad un deficit ormonale.
Un’esclusione che il diretto interessato ha ritenuto “ingiusta” e che lo ha portato a rivolgersi al TAR del Lazio, chiamato a valutare il caso alla luce dell’articolo 582 del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, sulle imperfezioni e le infermità che sono causa di non idoneità al servizio militare.
Aspirante militare di Latina dichiarato non idoneo per ipotiroidismo congenito
L’aspirante militare di Latina intendeva arruolarsi come volontario nell’esercito. Se dichiarato idoneo avrebbe cominciato il periodo di addestramento presso il 17º Reggimento Addestramento Volontari “Acqui”, l’unità dell’Esercito Italiano con sede a Capua, dedicata alla formazione iniziale dei Volontari di Truppa.
Alla visita medica per l’idoneità il giovane di Latina era però stato dichiarato non idoneo.
Nel Verbale del Dipartimento Militare di Medicina Legale di Roma, datato 15 settembre 2025 la motivazione dell’esclusione è racchiusa in queste parole:
“non ha mantenuto i requisiti di idoneità psico-fisica previsti dal bando di concorso”.
Il giovane aspirante militare di Latina sarebbe stato dichiarato inidoneo per una condizione medica a suo dire però perfettamente compensata dalla terapia farmacologica: ipotiroidismo congenito trattato con Eutirox, una terapia quotidiana che milioni di italiani assumono regolarmente.
L’ipotiroidismo o insufficienza tiroidea è una sindrome clinica del sistema endocrino che consegue ad un deficit degli ormoni tiroidei e che comporta una riduzione generalizzata di tutti i processi metabolici dell’organismo.
Questo disturbo endocrino può causare una serie di sintomi quali stanchezza, scarsa capacità di tolleranza al freddo e aumento di peso.
Il ricorso: “Sono idoneo, e lo posso dimostrare”
Non convinto della valutazione sanitaria, il candidato ha fatto ricorso al TAR impugnando una lunga serie di atti: dal verbale medico alla comunicazione di esclusione, fino alla stessa Direttiva tecnica che individua le infermità causa di non idoneità al servizio militare.
Nel ricorso, sono state allegate certificazioni mediche che – sostiene la difesa – dimostrerebbero l’assenza di qualsiasi condizione invalidante.
Il TAR: è necessaria un’ulteriore verificazione medica
Il TAR del Lazio, Sezione Prima Bis, con relatore il dottor Giovanni Iannini, ha deciso di non liquidare la questione con una semplice lettura degli atti.
Secondo l’ordinanza, serve un’ulteriore verificazione sanitaria approfondita “che accerti, in contraddittorio tra le parti, la sussistenza dell’affezione contestata, onde acclarare l’idoneità o meno del ricorrente, sotto tale profilo, al reclutamento”.
Una commissione medica dovrà perciò riunirsi per stabilire una volta per tutte se l’ipotiroidismo del ricorrente sia o meno incompatibile con la vita militare.
La Commissione Sanitaria di Appello
A valutare il caso sarà la Commissione Sanitaria di Appello dell’Aeronautica Militare, che potrà avvalersi della consulenza resa da specialisti afferenti a proprie strutture.
La Commissione dovrà esaminare tutta la documentazione medica, valutare la reale entità dell’affezione, stabilire eventuali limitazioni funzionali, indicare il codice medico-militare applicabile ed esprimersi in modo definitivo sulla idoneità al reclutamento del candidato.
La Commissione dovrà lavorare in contraddittorio tra le parti, con possibilità per ciascuno di nominare un proprio consulente tecnico.
Le conclusioni dovranno arrivare entro il 15 gennaio 2026, mentre il TAR tornerà a riunirsi il 4 febbraio 2026 per valutare l’esito della verificazione.
Un caso che farà scuola?
L’ipotiroidismo compensato – secondo alcune interpretazioni – non è automaticamente causa di esclusione.
Il caso del giovane di Latina potrebbe dunque diventare un precedente importante nell’interpretazione delle norme che regolano l’idoneità psico-fisica dei candidati.
Per ora, il TAR sospende ogni valutazione, anche riguardo le spese legali, e rimanda ogni decisione finale al termine della fase istruttoria. Una cosa, però, è certa: la battaglia del giovane di Latina è tutt’altro che finita.
E potrebbe cambiare qualcosa per migliaia di aspiranti militari in tutta Italia.
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