La vicenda, che ha coinvolto oltre quaranta bambini e numerose famiglie, è divenuta uno dei casi più seguiti degli ultimi mesi nel territorio di Ardea. Ha generato polemiche, discussioni sui social, prese di posizione e richieste di trasparenza.
La mozione a sostegno della Scuola Popolare
Durante la seduta dedicata alla mozione “a sostegno della Scuola Popolare Pop”, ha preso la parola il consigliere di Ardea Niko Martinelli. Il consigliere ha ricordato come una parte significativa della cittadinanza stia ancora osservando con attenzione ciò che è avvenuto.
Ha evidenziato il ruolo positivo svolto per anni dall’associazione che gestiva la struttura. Ha sottolineato l’esigenza di riconoscere il valore di realtà che, nei vuoti lasciati dalle istituzioni, hanno saputo offrire opportunità educative e sociali.
Martinelli ha inoltre rimarcato la richiesta, già formalizzata tramite accesso agli atti, di ricevere documentazione dettagliata sull’intera vicenda.
Il sindaco di Ardea spiega le ragioni della chiusura della Scuola Popolare
Le spiegazioni che molti attendevano sono arrivate poco dopo, per bocca del Primo Cittadino.
Il sindaco di Ardea Maurizio Cremonini ha ricostruito davanti all’aula i passaggi che hanno portato alla chiusura della Scuola Popolare di Tor San Lorenzo.
Cremonini ha esordito riconoscendo il disagio generato per le famiglie e i bambini coinvolti, definendosi “rammaricato” per l’accaduto e chiarendo che non vi è stata alcuna volontà politica di ostacolare l’attività della scuola popolare.
Ma, ha sottolineato, “le leggi sono uguali per tutti e vanno rispettate”.
Secondo quanto riferito dal sindaco, l’origine dell’intervento non è da attribuire al Comune di Ardea, bensì a controlli avviati dalla ASL a seguito di una segnalazione dell’ospedale Spallanzani.
Chiusura della Scuola Popolare di Tor San Lorenzo: un obbligo dettato dall’autorità sanitaria
Gli ispettori avrebbero rilevato la mancanza dei requisiti igienico-sanitari necessari per il funzionamento di una struttura destinata ad attività scolastiche.
Da qui la richiesta formale all’amministrazione comunale di emanare l’ordinanza di chiusura.
“Il motivo della chiusura è prettamente igienico-sanitario. Non c’era la possibilità di tenere aperta la scuola in quelle condizioni”, ha ribadito Cremonini, evidenziando che l’ordinanza di chiusura è stato un obbligo dettato dall’autorità sanitaria e non una scelta discrezionale.
“Questione gestionale e non politica”
Il sindaco ha poi spiegato che l’associazione che gestiva la scuola è stata ricevuta più volte, così come alcuni gruppi di genitori, ed è prevista una nuova riunione con il dirigente comunale competente.
Ha precisato che si tratta di una questione “gestionale e non politica” e che l’amministrazione è pienamente disponibile a riesaminare la posizione della scuola. Ma per farlo è necessario presentare tutta la documentazione che dimostri la messa a norma:
“Semplicemente si devono mettere in regola e, una volta ottenute le autorizzazioni previste, non ci sarà alcun problema a riaprire”.
Sulle critiche circolate nelle settimane precedenti, soprattutto via social, Cremonini ha invitato alla cautela, chiarendo che molti attacchi erano frutto di fraintendimenti, mentre altri cittadini avevano compreso correttamente la natura della vicenda.
Ha inoltre ricordato che la mozione presentata, a suo avviso, sarebbe superflua, perché un atto simile dovrebbe essere predisposto per ogni associazione o attività privata destinataria di un’ordinanza.
La mozione, alla fine, è stata bocciata.
Leggi anche: Il Comune di Ardea fa chiudere la Scuola Popolare di Tor San Lorenzo: amarezza tra i cittadini























