Il nuovo albero di Natale della Città Eterna sarà illuminato da ben 100.000 lampadine a Led color oro.
L’installazione prenderà vita dall’8 Dicembre 2025 fino al 12 Gennaio 2026.
Considerando la sua maestosità e la sua brillantezza, viene spontaneo chiedersi se anche quest’anno i romani non mancheranno di battezzarlo con i nomignoli più divertenti e bizzarri.
Se in principio c’era “Spelacchio”, quest’anno all’albero più famoso e brillante d’Italia diamo noi il soprannome e lo chiameremo “Splendacchio“, proprio per questa sua caratteristica di splendere con 100mila lampadine dorate.
Natale a Piazza del Popolo
Come ogni anno, Roma ospita durante le festività, un albero di Natale in una delle principali piazze.
Quest’anno l’onore è toccato proprio a Piazza del Popolo.
Grazie al suo fascino storico e la sua forte simbologia, è sicuramente una delle piazze più amate dai romani.
L’accensione dell’8 dicembre è diventata un appuntamento immancabile, un momento che unisce cittadini e visitatori e segna l’inizio del periodo più magico dell’anno.
Blunotte Eventi Srl ricoprirà incarico di gestire l’evento per un costo complessivo di 152.535 euro.
La gestione del progetto sarà seguita dal Responsabile nominato, Claudio Antonelli.
In linea con gli obiettivi della sostenibilità, il sistema di illuminazione è stato pensato per un basso consumo, come espressamente voluto dal Comune di Roma.
La piazza dell’obelisco è stata scelta anche per via dei lavori attualmente in corso all’interno di Piazza Venezia per quanto concerne la Metro C.
L’allestimento di “Splendacchio”
L’intera struttura di “Splendacchio” è stata progettata per essere resistente ma non invasiva, con l’obiettivo di poterla smontare e riutilizzare in futuro senza impatto sull’area circostante.
Di conseguenza, considerando la sua facilità nello smontarsi e nell’essere maneggiato, i cittadini potrebbero rivedere Splendacchio anche nel 2027.
Mentre lo smontaggio dell’albero sarà previsto subito dopo la chiusura delle festività.
Con ben 100.000 luci l’abete di Piazza del Popolo richiederà mezzi e competenze specializzate per essere realizzato, poiché supera i 20 metri di altezza ed è collocato sul lato dell’emiciclo verso il fiume Tevere.

L’installazione dovrà essere completata entro il 7 dicembre 2025, mentre durante tutto il periodo delle feste l’azienda incaricata garantirà manutenzione e funzionamento continuo.
È stata dedicata un’attenzione particolare al nuovo basamento in cemento armato, costruito in stabilimento e composto da più elementi modulari.
L’installazione è composta da una piastra centrale con l’alloggio del tronco e da quattro piastre laterali fissa con tirafondi in acciaio.
A completare la struttura ci sono zavorre di varie dimensioni e un sistema di cavi ancorati a 16 metri di altezza, che garantiscono stabilità anche in condizioni meteorologiche avverse.
La storia di Spelacchio
La forte tradizione ha ospitato nei Natali romani diversi tipi di alberi di Natale con annesse installazioni o giochi di luce.
Nel 2017 a Piazza Venezia arrivò l’iconico “Spelacchio“, che costò circa 48.677 euro ma non durò neanche tre settimane.

L’appellativo gli fu dato per via della sua eccessiva “magrezza” e per il fatto che all’epoca era molto spoglio.
In effetti, appena arrivato nella Capitale, l’albero aveva già vissuto delle sofferenze, a causa di un trasporto mal organizzato dalla Val di Fiemme a Roma.
Spelacchio aveva apparentemente tutte le carte in regola per essere un “Signor albero di Natale” ma invece venne soprannominato come “l’abete disegnato da Tim Burton“.
Nonostante un’altezza di 21 metri, e un’installazione di ben 800 palline per 4.000 metri di luci lineari a basso consumo, l’albero aveva un aspetto piuttosto sofferente.
I successivi alberi di Natale posizionati in Piazza Venezia, mantennero il soprannome di “Spelacchio”.
L’ultimo della dinastia fu l’abete di tipo “Abies Nordmanniana“, di circa 23 metri di altezza.
Furono le 100mila le luci a led che unite a 800 sfere rosse, argentate e dorate, illuminarono l’albero.
Il messaggio dell’albero fu quello di infondere positività e ottimismo ai cittadini, a seguito della pandemia da Covid 19.
Gli alberi di Natale
Se nel caso di Spelacchio il Comune di Roma dovette utilizzare uno stile più sobrio e privo di eccessive decorazioni, a Piazza S. Pietro l’allestimento fu diverso.
Nella città del Vaticano, luci di diversi colori hanno sempre illuminato e addobbato gli alberi di Natale.
Accanto ad essi, i Presepi in onore della Sacra famiglia sono stati sempre presenti in Piazza San Pietro.
Nel 2017, alcuni piccoli pazienti oncologici degli ospedali italiani, durante dei corsi di ceramicoterapia decorarono delle palline di Natale per un abete polacco di 28 metri.
Nel 2021 il Perù fu il protagonista della Piazza.
Il presepe venne realizzato con costumi e colori sfarzosi per omaggiare la cultura del paese.

L’installazione fu unica nel suo genere e giunse dalle Ande dal villaggio di Chopcca, fu ricca di statue di animali appartenenti alla fauna del luogo, vigogne, pecore, alpaca, vizcachas, parihuanas e il condor andino.
Sempre nel 2017, il Natale si tinse di meraviglia nella Scalinata di Piazza di Spagna, con l’albero di luci regalato dalla maison Bulgari.
Allo stesso tempo, 12 archi luminosi costituiti da 40.000 lampadine a micro led a basso consumo, adornarono Via Condotti.
Quell’anno, un’altra meravigliosa iniziativa natalizia prese vita e dura anche oggi nel 2025.
Alla stazione Termini l’albero di Natale si trasforma in un mezzo di introspezione e diviene un luogo dove depositare i propri pensieri sottoforma di bigliettini.

Non soltanto stati d’animo raccontati, critiche interiori o piccoli diari, ma anche dichiarazioni d’amore e speranze per il futuro.
Soprattutto in questi ultimi anni, i viaggiatori depositano sull’albero i propri desideri, nella speranza che la magia del Natale li faccia avverare.
Così ogni anno la Stazione diviene un vero e proprio punto d’incontro e di scambio per ogni cittadino proveniente da ogni parte del mondo.
Sono stati ritrovati bigliettini scritti in francese o in inglese, lingue diverse ma accomunate dallo stesso desiderio di fare del Natale un momento speciale.
Roma è magica a Natale ?
Il Natale a Roma dovrebbe essere un’occasione per adornare la città di luci e colori, e lasciare spazio alla magia del Natale.
Ormai sono diversi anni che nella Capitale le luci non si accendono più con la stessa intensità, alcuni quartieri appaiono spenti e anche in centro l’atmosfera appare sempre un pò fredda.
Le luci sembrano essersi trasferite tutte nei centri commerciali (e non è la stessa cosa).
In città europee come Vienna, Praga o Amsterdam, i cittadini vivono il Natale in modo molto intenso, grazie ai numerosi stand e ai mercatini in strada dedicati. A Roma, invece, le feste assumono un carattere più sobrio.
La pandemia poi, non ha fatto altro che enfatizzare questo problema e temperature romane permettendo, a Roma l’atmosfera che si respira non è certamente quella natalizia.
Mi chiedo allora, se anche i cittadini sentono la mancanza di quest’atmosfera che ormai è sempre più difficile da percepire.
È più facile assaporare il Natale guardando un film come l’ immancabile “Mamma ho perso l’aereo” o “Una poltrona per due”, piuttosto che passeggiando per le strade di Roma.
Forse il Comune potrebbe investire maggiormente per far sentire un po di più ai romani la magia del Natale, addobbando le strade o creando più stand.
Mi chiedo quindi se questa mancata intenzione o disinteresse da parte dei cittadini non sia il riflesso di uno stato d’animo stanco, distaccato e ormai disilluso, colpa certamente o in parte, del periodo storico che stiamo vivendo.
Cosa possiamo fare quindi noi romani, per sentire di più lo spirito del Natale?
Basta davvero soltanto un albero o più di uno per lasciar andare i nostri pensieri?
Speriamo che almeno quest’anno Splendacchio, non ci deluda e non smetta mai di brillare intensamente (sempre a basso consumo) per ricordarci che almeno a Natale, dovremmo essere tutti un pò meno severi con noi stessi.
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