La decisione nasce da una delibera adottata con i poteri della Giunta, che apre la strada all’elaborazione del regolamento e al confronto con le associazioni di categoria.
Tale intenzione si rifà al decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, che prevede la possibilità per i Comuni di applicare un’imposta fino a cinque euro per notte.
Nella delibera si ricorda infatti che i comuni, «sentite le associazioni maggiormente rappresentative dei titolari delle strutture ricettive», hanno la facoltà di introdurre il tributo e di disciplinarne modalità, esenzioni e riduzioni.
A rafforzare questa possibilità interviene anche la legge regionale n. 7/2018, che ha stabilito che tutti i comuni del Lazio rientrano nell’elenco delle località turistiche utili ai fini dell’applicazione dell’imposta.
La tassa di soggiorno
Le Commissarie sottolineano come le risorse derivanti dalla tassa di soggiorno siano destinate, per legge, a finanziare interventi nel settore turistico, progetti di manutenzione e valorizzazione dei beni culturali e ambientali, servizi pubblici locali e anche una parte dei costi relativi alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti.
Secondo l’organo straordinario, l’introduzione dell’imposta potrebbe dunque rappresentare «un’opportunità aggiuntiva di finanziamento» utile a sostenere il territorio in una fase che richiede investimenti mirati e continui.
Con la delibera, la Commissione ha avviato formalmente il percorso per l’adozione del tributo. È stata approvata una prima bozza di regolamento e l’Ufficio Tributi è stato incaricato di condurre il confronto con le associazioni maggiormente rappresentative delle strutture ricettive.
La tassa sarà applicata ad Alberghi, Residenze turistico-alberghiere, Affittacamere, Bed & breakfast, Agriturismi, Campeggi, Aree di sosta, Casa per ferie, Case e appartamenti per vacanze.
Il tributo varierà tra 1 e 3 euro, a seconda della tipologia di struttura.
Il regolamento
Solo al termine di questa fase la bozza sarà nuovamente sottoposta all’esame della Commissione Straordinaria, questa volta con i poteri del Consiglio Comunale, per l’istituzione definitiva dell’imposta.
La misura, che interesserà tutti coloro che alloggeranno nelle strutture ricettive del territorio comunale, si inserisce in una strategia più ampia di ricerca di nuove forme di contributi per risanare un malconcio bilancio.
Aprilia, la visione limitata sul bilancio
Come si è ormai capito dall’operato del precedente Commissario straordinario, come delle attuali in carica, per risanare il bilancio del Comune di Aprilia ci sono solo due strade: taglio delle spese e aumento delle entrate.
Il taglio delle spese ha colpito tutta la città e le sue iniziative: lo sport, la cultura, gli eventi iconici della città. Ma anche i servizi, il rifacimento delle strade, ecc…
Per aumentare le entrate si è cercato di mettere mano all’evasione dei tributi comunali, la Tari innanzitutto. Un processo lento, quello di far emergere gli evasori, che sicuramente va fatto, ma dal quale non ci si possono aspettare certo risultati in breve tempo.
Ora sembra che l’idea sia quella di incassare di più introducendo nuove imposte, come appunto la tassa di soggiorno.
Dove può prendere i soldi Aprilia
Quello che non si capisce è come mai il Comune di Aprilia non si rivolga al maggior finanziatore degli enti Comunali, cioè la Regione Lazio.
Non si pretende certo che venga chiesta una legge speciale per Aprilia, ma nemmeno si capisce questa assenza di Aprilia a tante occasioni di finanziamento che la Regione Lazio mette in campo.
Ci sono continui bandi regionali, in tutti i settori, ma Aprilia si distingue per non partecipare se non raramente.
Per le feste tradizionali, ad esempio, quasi tutti i comuni hanno avuto finanziamenti. Ma, per il San Michele e il Carnevale, Aprilia quanti soldi ha richiesto alla Regione Lazio? Nessuno.
Non solo gli eventi, ma anche le strade, le scuole, il verde, i servizi… ci sono bandi continui da Regione e Ministeri. Aprilia non partecipa quasi mai (concediamo il “quasi” perché non abbiamo accesso a tutti gli atti dell’amministrazione). Invece ai Comuni confinanti con Aprilia piovono letteralmente continui e proficui finanziamenti in tutti i settori.
C’è qualcuno al Comune di Aprilia che legge le edizioni del BURL (Bollettino Ufficiale della Regione Lazio)? O le pagine dei bandi dei vari Ministeri? I bandi non piovono addosso, bisogna andarseli a cercare ed essere bravi a presentare domande ben fatte.
Quelle opere che le Commissarie hanno specificato vorrebbero finanziare con la tassa di soggiorno, potrebbero trovare fondi proprio nei bandi regionali, senza tassare le imprese locali, che diventano così meno concorrenziali.
Se c’è una mancanza di soldi, magari più che spremere le tasche dei cittadini, non sarebbe il caso di andare a cercarli dove vanno gli altri Comuni?
Leggi anche: Aprilia, Carnevale 2026 senza carri allegorici: le accuse reciproche tra Comune e Carristi
























