Come richiesto dallo stesso stabilimento, la portata massima sarà 20 litri al secondo e il volume annuo ridotto da 630mila metri cubi annui a 350.000 metri cubi.
Nello stesso tempo, l’atto mette nero su bianco un vero ultimatum: entro questa finestra bisogna chiudere il rinnovo della concessione, definendo positivamente il saldo delle pendenze economiche pregresse con la Regione Lazio.
In caso contrario, l’azienda rischia grosso: dal venir meno del titolo fino a provvedimenti più duri, compresa la revoca in presenza di violazioni o inadempienze.
12 mesi per mettersi in regola
La Colgate Palmolive era titolare di una concessione di grande derivazione rilasciata nel 1963 e in scadenza al 30/11/2025.
Dal 2014 era stata avviata una richiesta di modifica sostanziale della concessione (riduzione di portate, uso di meno pozzi). Con istruttoria andata bene sul piano tecnico.
Il punto di rottura, però, è stato il profilo economico: un parere regionale che subordinava la firma alla regolarizzazione di pendenze pregresse. Da qui la scelta di una soluzione “ponte” che salvaguardasse continuità produttiva e interesse pubblico.
Insomma, Città Metropolitana di Roma dà alla Colgate Palmolive un ultimatum di 12 mesi per pagare i debiti accumulati con la Regione Lazio.
Se questo non dovesse avvenire si rischierebbe il mancato rinnovo della concessione a prelevare acqua. E sarebbe conseguente, quindi, il blocco delle attività industriali.
Sicuramente nessuno vuole arrivare a tanto. Ma la continua mancanza di Colgate Palmolive a mettersi in regola coi pagamenti dovuti alla Regione Lazio non può andare avanti all’infinito.
Già la concessione di 12 mesi di proroga è un voler in ogni modo andare incontro alle esigenze dell’impianto industriale. Questa benevolenza non potrà però rinnovarsi in eterno.
Scrive, infatti, la Città Metropolitana di Roma nella sua Determina:
“il presente provvedimento consente la prosecuzione della derivazione idrica alla Colgate Palmolive Italia Srl per un periodo non superiore a 12 mesi naturali e consecutivi decorrenti dal 30/11/2025, periodo entro il quale dovrà essere concluso il procedimento di rinnovo, presentato con istanza prot. n. 238692 del 21/11/2025 e dovrà essere definito positivamente il saldo della situazione economica pregressa pendente con la Regione Lazio”.
Perché conta per tutti: l’acqua è pubblica e i limiti non sono simbolici
La notizia non riguarda ‘solo’ un’azienda seppur molto importante che dà lavoro a tante persone. Qui si parla di risorsa idrica pubblica: l’acqua sotterranea, soprattutto in aree sensibili e in periodi di stress idrico, è un bene che va gestito con equilibrio tra produzione, sicurezza e tutela ambientale.
Come dire, il territorio fa un grande sforzo per fornire acqua all’impianto industriale, se questo non collabora pagando il dovuto, viene messa in discussione la possibilità di proseguire l’attività dell’impianto.
I tre pozzi da cui Colgate Palmolive preleva acqua sono ubicati nel territorio di Nettuno, nelle località Padiglione, Cervicone e Campana.

Le condizioni: misuratori, comunicazioni, norme ambientali e rischio revoca
L’autorizzazione provvisoria arriva con obblighi netti.
- Rispetto delle norme ambientali sull’uso dell’acqua e sugli scarichi
- Acquisizione di eventuali altri permessi necessari
- Mantenimento in perfetta efficienza del misuratore di portata al punto di prelievo e invio annuale delle comunicazioni (denuncia di approvvigionamento idrico) agli enti competenti.
L’atto avverte anche che la mancata osservanza grave o reiterata delle condizioni, oppure il mancato pagamento di tre annualità consecutive, può portare alla revoca.
In sostanza, 12 mesi per regolarizzare tutto. Con l’acqua sotto “contagiri” e con la prospettiva che, se qualcosa non torna, la partita si potrebbe chiudere anche male.
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