Parliamo di un impianto contestatissimo, soprattutto dai residenti delle zone confinanti.
Nella mattinata di oggi i militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale del Gruppo Carabinieri Forestale di Latina, supportati dal Nucleo Forestale di Cisterna, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo disposto dal Tribunale di Latina – Sezione G.I.P. alla ex Kyklos, oggi Acea Ambiente.
L’atto accoglie la richiesta della Procura della Repubblica di Latina e riguarda l’intero insediamento industriale situato in località Cossira, ad Aprilia, dedicato al trattamento e al recupero di rifiuti speciali non pericolosi, in particolare rifiuti organici destinati alla produzione di compost e biogas.

Le accuse ad Acea Ambiente
L’operazione arriva al termine di un’attività investigativa che ha portato nelle scorse settimane alla denuncia dell’amministratore delegato dell’azienda Gabriele Di Cintio e del responsabile della sede operativa di Aprilia.
Secondo quanto accertato dagli inquirenti, nell’impianto sarebbero state provocate esalazioni maleodoranti oltre i limiti di tollerabilità e in assenza di sistemi idonei a limitarne la diffusione, causando disagi ai residenti delle zone circostanti.
Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato uno scarico non autorizzato di reflui industriali sul suolo, con invasione di terreni agricoli confinanti di proprietà privata.
Lo scarico illecito
Contestata anche la gestione irregolare di rifiuti pericolosi prodotti dall’impianto. Secondo la Procura tali materiali sarebbero stati immessi nella condotta sotterranea destinata esclusivamente al convogliamento delle acque meteoriche, con lo scopo di smaltirli illecitamente tramite dispersione nel terreno.
Per evitare la chiusura dell’impianto e garantire la continuità delle attività produttive, contestualmente al sequestro è stato nominato dal Tribunale un amministratore giudiziario, iscritto alla Sezione Esperti in Gestione Aziendale.
Il professionista è stato immesso nel possesso della struttura e avrà il compito di assicurare la gestione regolare dell’insediamento industriale durante il periodo di controllo giudiziario.
La nota di Acea Ambiente
Un comunicato della società Acea Ambiente riporta:
“In riferimento alla vicenda del sito di compostaggio di Aprilia, Acea Ambiente si è messa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, certa di aver operato in piena conformità con le norme vigenti”.
“La società accoglie con favore, nell’ambito di tale vicenda, la nomina di un custode che prenderà atto della corretta gestione dell’impianto”.
“Si specifica che l’Amministratore Giudiziario ritiene di far continuare l’attività svolta nell’insediamento industriale in pieno ossequio della normativa vigente in materia ambientale e delle relative autorizzazioni. Ciò a dimostrazione della strategicità dell’impianto per il trattamento della frazione organica nella regione Lazio”.
E infine:
“L’azienda ribadisce che l’impianto utilizza le migliori tecnologie disponibili e rispetta tutte le prescrizioni autorizzative, avendo effettuato negli anni ingenti investimenti per un costante incremento delle performance ambientali”.
Quella puzza indescrivibile
Ora a far luce sulle accuse formulate dalla Procura di Latina saranno le indagini e il confronto con gli avvocati dell’azienda.
Noi possiamo soltanto riportare quella che è stata l’esperienza diretta durante una visita effettuata di persona alcuni anni fa presso l’impianto.
Con il Comune di Aprilia era stata organizzata una gita di scolari accompagnati all’impianto dai genitori. Appena il pullman, che portava la maggior parte degli intervenuti, ha parcheggiato davanti l’ingresso dell’impianto e tutte le persone sono scese, un fortissimo miasma ha investito tutti i presenti.

La puzza era così intensa e così nauseante che immediatamente diverse persone hanno avuto dei malori, con conati di vomito.
Soltanto spostandosi in fretta e togliendosi da “sottovento” il gruppo è riuscito a riparare in un’area dove la nauseante puzza era quantomeno sopportabile. I più colpiti sono comunque tornati subito a casa. La giornata è poi proseguita con le attività didattiche prestabilite.
Ma già allora il pensiero di tutti è andato alle persone che vicino a quell’impianto ci abitano. Come è possibile vivere in una tale situazione? 24 ore su 24, tutti i giorni, ormai da anni?
Chiunque pensi che tutto ciò sia esagerato è invitato ad andare presso l’impianto e sincerarsene di persona. L’invito è rivolto soprattutto ai responsabili di Acea e ai dirigenti della Regione Lazio che rilasciano le autorizzazioni.
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