Il provvedimento arriva a distanza di oltre tre mesi dalla segnalazione trasmessa dalla Asl competente, in piena emergenza estiva legata alla diffusione del virus West Nile.
Durante i mesi estivi casi simili avevano imposto un intervento dell’Asl proprio per contrastare la diffusione del virus West Nile.
L’esposto di agosto e l’ordinanza che arriva dopo 3 mesi
La vicenda inizia con un esposto arrivato al Servizio Igiene e Sanità pubblica, che indicava la presenza di una piscina in totale stato di abbandono, ormai ridotta a un acquitrino stagnante, in un’abitazione di Lungomare Tor San Lorenzo a Marina di Ardea.
L’area circostante, secondo la relazione di servizio trasmessa alla Polizia Locale, appariva invasa da vegetazione secca e incolta, con rifiuti e materiali abbandonati che oltrepassavano la recinzione raggiungendo il camminamento pedonale.
Una situazione definita dagli stessi tecnici come potenzialmente pericolosa per la salute, soprattutto per il rischio di proliferazione di insetti e, in particolare, delle zanzare portatrici del West Nile.
Il sopralluogo del personale sanitario, effettuato il 7 agosto 2025 e dunque nel pieno del periodo critico per le infezioni da insetti come le zanzare, aveva evidenziato la necessità di un intervento urgente.
Nonostante ciò, l’ordinanza comunale è arrivata solo il 2 dicembre, in seguito alla valutazione del quadro complessivo di degrado e della sua incidenza sulla salute pubblica e sul decoro urbano.
Il Comune di Ardea ordina la sanificazione della piscina minacciando addirittura l’esproprio
L’ordinanza del Comune di Ardea ordina al proprietario dell’area, una società guidata da una donna di 78 anni, di procedere entro quindici giorni allo svuotamento e alla sanificazione della piscina, alla disinfestazione sia larvicida che adulticida e alla rimozione completa dei rifiuti presenti.
L’ordinanza richiama diverse normative nazionali, dal Testo unico degli enti locali al Codice penale, a sostegno del carattere inderogabile degli interventi.
Il Comune avverte inoltre che, in caso di mancata ottemperanza, il responsabile sarà ritenuto perseguibile anche per eventuali trasmissioni di malattie e che il provvedimento sarà trasmesso all’autorità giudiziaria.
È prevista, in ultima istanza, l’esecuzione d’ufficio degli interventi a spese dei proprietari, oltre alla possibilità di procedere all’esproprio per motivi di sanità pubblica o di tutela del decoro urbano.






















