C’è un posto che, a Grottaferrata, non è solo un indirizzo: è un pezzo di immaginario collettivo. In piazza Alcide De Gasperi, l’area comunale chiamata “Il Cavallino” torna improvvisamente a fare notizia.
Non per una nostalgia da storica pizzeria-ristorante, ormai venuta meno, ma perché il Comune di Grottaferrata accelera il suo recupero: l’obiettivo è trasformare quell’area in una “porta di ingresso” per l’accoglienza legata alla fase finale del Giubileo 2025.
Il piccolo immobile è infatti collocato in una posizione abbastanza centrale rispetto il centro abitato di Grottaferrata, a soli 400 metri dal complesso dell’Abbazia.
Cosa diventerà: un Info Point per l’Abbazia
Dopo una sentenza del Tar del Lazio di alcuni mesi fa, che aveva messo ordine riguardo alcune rivendicazioni di privati, ora la cornice è stata fissata: il progetto si chiama “Riqualificazione Punto Accoglienza e realizzazione Info Point Abbazia di Grottaferrata – Giubileo 2025”.
Tradotto: non un lavoretto cosmetico, ma un tassello di una macchina più grande, pensata per reggere l’ondata di visitatori e pellegrini che ruoteranno attorno a Roma e al territorio, sebbene sul finire dell’Anno Santo.
Qui entra in scena la Determinazione n. 2597 del 1 dicembre 2025. Il Comune di Grottaferrata mette nero su bianco la necessità di “mettere in sicurezza” il Cavallino e di prevedere lavorazioni e forniture accessorie “finalizzate all’allestimento per l’inaugurazione dei lavori eseguiti”.
Per farlo, l’ente procede con un affidamento diretto: un servizio da 4.800 euro più IVA (totale 5.280 euro) assegnato a una azienda di Roma, indicando la copertura tramite risorse connesse ai fondi del Giubileo.

Grottaferrata punta sul “Cavallino”
Il Giubileo (quasi ultimato) non è solo fede: è organizzazione, decoro urbano, servizi, reputazione. E soprattutto è una vetrina.
Quando le città si preparano a un grande evento, ogni scelta diventa anche un messaggio: “ci siamo”, “siamo pronti”, “non vogliamo restare fuori dai flussi”. In questo quadro, Grottaferrata prova a non essere periferia di passaggio: rimettere in moto un immobile pubblico in un punto strategico significa intervenire su un simbolo e, insieme, rispondere a una domanda concreta di vivibilità.
Non è un mistero che sul “Cavallino” si siano accumulate nel tempo discussioni, aspettative e rinvii.
Un edificio pubblico chiuso, in una piazza centrale, non è mai neutro: è un promemoria quotidiano di ciò che non funziona, e anche una miccia perfetta per le polemiche.
Ora, però, la rotta sembra cambiata: prima la messa in sicurezza, poi l’effetto-annuncio dell’inaugurazione, quindi la nuova funzione come punto di accoglienza.
Pubblica utilità: cosa cambia per i cittadini
Se il progetto manterrà le promesse, l’impatto non riguarderà solo i pellegrini: un Info Point significa informazioni turistiche, orientamento, assistenza e un presidio ordinato in un’area che molti residenti chiedono da tempo di vedere più curata, viva e sicura.
E, in prospettiva, più passaggio può significare anche più ossigeno per l’economia locale: bar, botteghe, artigiani, commercio.
Il Cavallino, insomma, prova a smettere di essere una saracinesca nella memoria e a diventare una stanza pubblica del presente.
Ma, come sempre, la domanda che vale un Giubileo (quasi ultimato) è una sola: questa rinascita sarà solo un’inaugurazione… o una vera riapertura di un locale storica per la città?
La domanda sorge spontanea alla luce del fatto che l’inaugurazione avverrà, probabilmente, a Giubileo ultimato, quest’info point avrà dunque piena ragione d’essere?
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