La notizia, di pubblica utilità, sta in un atto formale: con determinazione dirigenziale n. 1441 del 24 novembre 2025, il Comune di Pomezia ha deciso di affidare un incarico legale esterno per difendersi in un ricorso in Cassazione promosso dalla società di trasporti.
Dopo i precedenti passaggi in tribunale, la vicenda non è infatti finita. E quando una causa arriva in Cassazione significa che si entra nell’ultima curva del percorso giudiziario, quella in cui si discutono soprattutto profili di diritto e legittimità delle decisioni già prese.
Sullo sfondo: il nodo del trasporto scolastico
La determina non ricostruisce nel dettaglio l’origine della lite, ma il quadro pubblico indica che la società è stata collegata in passato a servizi di trasporto scuolabus.
In atti e rendicontazioni comunali, inoltre, emergono riferimenti a voci di spesa connesse ad appalti di trasporto scolastico, anche se non sappiamo esattamente rispetto a quale periodo di tempo.
Possiamo al momento solo ipotizzare che la vicenda sia legata ai contrasti che si sono verificati tra la ditta Onorati e il Comune di Pomezia durante le precedenti amministrazioni. Se la ditta ha presentato ricorso in appello, non è evidentemente rimasta soddisfatta delle sentenze precedenti.
Su una cosa, però, l’Amministrazione è netta: in Cassazione il Comune di Pomezia intende costituirsi e difendersi.
L’incarico legale e i costi: la cifra messa a bilancio
Il Comune di Pomezia ha affidato la difesa all’avvocata Donatella Cerè, indicando una spesa complessiva di 9.196,40 euro.
Nell’atto si sottolinea che il legale scelto avrebbe già seguito le due fasi precedenti ottenendo esiti favorevoli per l’ente: un elemento che, nella logica amministrativa, spiega la scelta di continuità e “fiducia” nella stessa linea difensiva.
È un passaggio che tocca un tema molto politico: quanto pesa il contenzioso sulle casse pubbliche e quanto le amministrazioni riescano a prevenire, prima ancora che gestire, le cause legate ai servizi essenziali.
Perché la vicenda è “politica”
Qui non c’è solo un fascicolo giudiziario: c’è il tema di come si governano i servizi pubblici, di come si controllano contratti e costi, e di come si evita che i problemi finiscano in tribunale lasciando i cittadini a pagare due volte: prima con le tasse, poi con le spese legali.
Mentre nel frattempo la trasparenza continua a latitare.
Nei prossimi mesi si capirà se l’ultimo grado di giudizio chiuderà davvero la partita o se resteranno strascichi. Una cosa è certa: a Pomezia, il dossier trasporti continua a far parlare di sé.






















