La concessione, nelle intenzioni del Comune di Genzano, non è un “affitto” qualsiasi: dura 9 anni (senza rinnovo) e chiede a chi vincerà il bando di trasformare il parco in uno spazio polivalente, con attività sociali, ricreative e culturali.
Il chiosco resterà destinato alla somministrazione di alimenti e bevande e non potrà essere usato per altre attività commerciali. Nello spazio antistante il chiosco possono essere posizionati dei tavoli e delle sedie

Chiosco, le condizioni del Comune di Genzano
La base d’asta del canone annuo è fissata a 6.800 euro, con offerte solo al rialzo (incremento minimo 300 euro e multipli).
Ma il punto chiave è un altro: non vince solo chi offre di più, vince chi presenta il progetto migliore.
Il criterio scelto, infatti, è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, con un peso maggiore alla parte tecnica (60 punti) rispetto a quella economica (40).
In pratica: esperienza nella gestione di servizi simili, capacità di animare il parco, proposte di inclusione sociale e collaborazione con associazioni, oltre a investimenti per decoro, arredi sostenibili e perfino attrezzature sportive.
Al gestore toccheranno anche utenze, manutenzione ordinaria e straordinaria del chiosco e dell’area, pulizia e custodia.
E ci sono paletti netti: niente apparecchi da gioco d’azzardo, divieto di sub-concessione, ingresso al parco libero senza obbligo di consumazione.
Salvato da una tempesta edilizia
Questa accelerazione sul chiosco non nasce nel vuoto.
Via Toscana è la zona del cosiddetto “Boschetto”, finita per mesi dentro un confronto rovente legato alla vendita di un terreno pubblico e all’ipotesi di una trasformazione pesante: secondo quanto denunciato nel dibattito politico e cittadino, lì si sarebbe potuti arrivare alla costruzione di circa 50 appartamenti e altrettanti box al posto dell’area verde.
Tra assemblee, polemiche e scontri istituzionali, il tema è diventato un caso cittadino.
Da una parte la preoccupazione per l’impatto ambientale e la “cementificazione”, dall’altra la gestione del patrimonio comunale e dei conti. La svolta, nel 2025, è stata lo stop alla vendita e quindi il venir meno di quel progetto.
Dal “no al cemento” al “sì al rilancio”
Ora il Comune di Genzano prova a tradurre quella retromarcia in un fatto concreto: tenere il parco pubblico e farlo vivere.
Il bando per il chiosco è la prima prova sul campo. Perché un’area verde senza manutenzione e senza presenza rischia di diventare un problema.
Con una gestione attiva, invece, può tornare ad essere quello che molti chiedono da tempo: un posto semplice, sicuro e frequentato, dove portare i bambini, incontrarsi, respirare un po’ di verde.
E stavolta la differenza la farà una parola sola: gestione.
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