Il Consiglio comunale del 13 novembre 2025 ha pertanto approvato la modifica alla delibera del 2023 con cui il Commissario prefettizio aveva deciso la cessione gratuita allo Stato di quell’area comunale lungo la via del Mare.

La clausola di Pomezia che non piace allo Stato
Il perché c’è stato bisogno di questa seconda approvazione è spiegato dall’assessore Massimo Abbondanza:
“Nella formulazione precedente il vincolo di restituzione avrebbe comportato, in caso di dismissione, la riconsegna non solo del terreno ma anche dell’edificio realizzato a totale carico del Demanio, creando una situazione poco equilibrata e difficilmente applicabile tra enti pubblici”.
In pratica la clausola che creava dubbi imponeva la restituzione gratuita al Comune di Pomezia del terreno (e di fatto anche dell’opera realizzata sopra), nel caso in cui un domani la struttura non fosse stata più usata dalla Guardia di Finanza.
Anche questo, probabilmente, era uno dei nodi che non aveva ancora permesso di superare le difficoltà connesse al reperimento delle necessarie risorse finanziarie
La nuova caserma della Guardia di Finanza di Pomezia
L’area in questione è su via del Mare, proprio nei pressi dell’attuale sede della Guardia di Finanza. In realtà non è molto grande, circa 916 metri quadri. La cubatura utilizzabile però è abbastanza: 3.880 metri cubi.
Il progetto prevede l’edificazione di una palazzina di 4 piani più piano terra. Una sorta di torre del colore che ricorda le divise della Guardia di Finanza


Il totale dei costi per costruirla ammonterebbe a € 5.759.085.
Il piano terra e i primi 2 piani saranno occupati da uffici, mentre l’ultimo da appartamenti. Il terzo piano risulta essere misto, tra uffici e camerate.
Ecco un esempio della mappa interna degli uffici a piano terra:

Il messaggio di Pomezia allo Stato
Ora la clausola oggetto di ‘problemi’ è stata tolta dal Consiglio comunale di Pomezia. Il voto è arrivato con una maggioranza netta: 17 favorevoli, 1 contrario e 2 astenuti.
La clausola di restituzione è stata sostituita da un vincolo diverso: destinazione d’uso a “servizi di pubblica utilità (F1)”.
In parole semplici: se domani la caserma non servisse più alla Finanza, il bene non torna automaticamente al Comune di Pomezia, ma basterà che resti comunque dentro un perimetro di utilizzo pubblico.
È una scelta che ha un significato politico chiarissimo: Pomezia manda un messaggio allo Stato e al Demanio del tipo “investite qui senza il rischio di vedervi sfilare l’edificio domani”. Pomezia ci tiene che venga realizzata questa opera.
Già il Commissario prefettizio aveva infatti sottolineato che:
“La mancata realizzazione di una nuova caserma potrebbe comportare la decisione da parte della GdF di spostare il comando su altro territorio, il che, alla luce di quanto sopra esposto comporterebbe una importante perdita per il nostro territorio”.
L’utilità pubblica (e la posta in gioco sul territorio)
La Guardia di Finanza oggi opera a pochi metri dall’area in questione, in una sede ritenuta da anni inadeguata. L’attuale caserma in via Cavour è infatti da tempo considerata stretta per esigenze e organici.

Questo limita anche la possibilità di un ampliamento dell’organico, di cui il comando delle Fiamme gialle di Pomezia avrebbe realmente bisogno.
Il territorio da controllare, infatti, comprende anche la città di Ardea, che ha ormai superato i 50mila abitanti. Si parla quindi del controllo di un’area a forte vocazione industriale, ma con una forte presenza del settore turistico e commerciale.
Un’area interessata anche da una forte presenza della criminalità organizzata. Ne sono testimonianza alcune grandi operazioni che hanno smantellato grosse organizzazioni su quell’area del litorale.
E là dove girano tanti soldi, c’è sicuramente bisogno del controllo della Guardia di Finanza.
I dubbi sull’operazione
Certo qualche dubbio si pone.
Ed è venuto in mente anche a qualche consigliere comunale che ha sottolineato come, con la cancellazione di quella clausola, ora lo Stato si è in pratica appropriato di quel pezzo di Pomezia e se lo potrà tenere stretto anche se poi non dovesse costruirci la caserma tanto agognata.
Perché trovare 5 milioni e mezzo di euro non sarà così facile e i tempi potrebbero allungarsi. Perché la Guardia di Finanza potrebbe trovare altre soluzioni logistiche.
E il Comune di Pomezia si ritroverebbe così ad aver ceduto l’area gratuitamente allo Stato senza ricevere alcuna utilità. Anzi, avendo ricevuto un danno, poiché oggi quell’area svolge almeno una funzione di area di sosta, molto apprezzata, vista la carenza di parcheggi.
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