Ma tali versioni sembrano più interpretazioni, piuttosto che ricostruzioni fondate su dati concreti e verificabili.
La sindaca di Pomezia Veronica Felici rispondendo a un’interrogazione del consigliere di minoranza Alessio Capolaretti sulla sosta selvaggia a Torvaianica, ha legato l’aumento del caos parcheggi anche a una opera precisa: la ciclabile di via Polonia.
La ciclabile è accusata dalla prima cittadina di aver ridotto i posti auto e aumentato la pressione sulla sosta, soprattutto d’estate.
Lo scontro in Consiglio comunale, tra prima cittadina e opposizione ha avuto luogo lo scorso 13 novembre, ma gli esiti sono stati resi pubblici solo ora.
La miccia sulla sosta selvaggia che opprime Torvaianica
Ha sostenuto la sindaca:
“È importante sottolineare che l’aumento dei casi di sosta selvaggia è in parte riconducibile anche a delle scelte.
Ovviamente un esempio evidente è rappresentato proprio dalla realizzazione della pista ciclabile su via Polonia (voluta dell’ex amministrazione M5S, ndr) che ha determinato una notevole riduzione dei parcheggi disponibili e di conseguenza una maggiore pressione sulle aree di sosta soprattutto nei mesi estivi quando l’afflusso turistico raggiunge i livelli più alti”.

L’accusa alla ciclabile non è rimasta sospesa nell’aria a lungo.
A rispondere alla prima cittadina è stato il consigliere Renzo Mercanti: “Non c’è stata una diminuzione del numero di parcheggi”, ha sostenuto Mercanti (M5S). Anzi, ha aggiunto, gli stalli sono “ben delineati” e la strada è “molto più ordinata”. Poi l’affondo: “Io ho le foto”.
In politica, quando spuntano le foto, l’argomento diventa un dossier.
Ed è qui il cuore della vicenda: due versioni opposte, nello stesso luogo istituzionale, sullo stesso punto. La ciclabile come “colpevole” del disagio, oppure come bersaglio comodo per evitare di affrontare la gestione complessiva della mobilità sul litorale.
Il nodo politico: ciclabile capro espiatorio? Mancano i numeri per dirlo
Lo scontro non è una semplice polemica tra schieramenti. È la fotografia di una comunità divisa e di un’amministrazione che si muove su un terreno scivoloso: Torvaianica è un territorio che in estate moltiplica presenze, auto e conflitti.
Ogni intervento sulla strada — una corsia ridisegnata, un marciapiede rifatto, una ciclabile tracciata — diventa immediatamente redistribuzione di spazio. E quando lo spazio vale parcheggi, diventa consenso.
Da una parte c’è chi vede nella ciclabile un segnale di modernizzazione e sicurezza. Dall’altra chi la percepisce come un lusso “scaricato” sulla pelle dei residenti: meno sosta, più caos, più multe, meno vivibilità.
Il punto, però, è che in aula nessuno porta un numero definitivo: quante auto prima e quante dopo?
Nessuno lo ha spiegato, da quanto risulta dalla trascrizione della seduta. E in assenza di numeri, la politica riempie il vuoto con narrazioni contrapposte. Ma sono chiacchiere, non dati documentati.
Danneggiato il decoro di Torvaianica, ma anche i cittadini
Solo ora conosciamo i dettagli della discussione seguita al punto all’ordine del giorno. Il consigliere Alessio Caporaletti aveva presentato l’interrogazione denunciando la sosta selvaggia sul lungomare e nelle aree limitrofe.
Auto sui marciapiedi e in prossimità degli attraversamenti, fermate dell’autobus occupate, incroci con visibilità ridotta. Il quadro raccontato è quello di un territorio dove il pedone, in certe ore e in certi giorni, sembra l’ultimo invitato.
È una denuncia che parla a un’utenza ampia: famiglie, anziani, turisti, pendolari. Perché la sosta irregolare non è solo “decoro”, ha sostenuto Caporaletti: è rischi concreti, soprattutto quando obbliga a camminare in strada o rende pericolosi gli attraversamenti.
Polizia locale: controlli, sanzioni e carenza d’organico
La sindaca ha rivendicato controlli e presenza della Polizia Locale, ricordando un’azione intensificata nel periodo estivo e un numero alto di sanzioni elevate.
Ha aggiunto che il tema segnaletica e marciapiedi del lungomare di Torvaianica sarebbe inserito in interventi più ampi: un aggiornamento della segnaletica orizzontale e verticale, l’idea di rendere più chiaro dove si può e dove non si può sostare.
Caporaletti, nella controreplica, ha smorzato il tono sul corpo dei vigili (“non era un attacco”), ma ha toccato un altro nervo politico: l’organico.
“Sono pochi”, ha detto, ricordando che in passato gli agenti sarebbero stati di più e che l’integrazione stagionale sarebbe arrivata tardi, quando la stagione era già partita.
Parcheggi sul lungomare: troppe discussioni, poche soluzioni
Il punto, alla fine, è che Torvaianica sembra vivere di emergenze ripetute: estate dopo estate, si rincorre la sosta selvaggia con controlli, annunci e rattoppi, mentre ogni scelta strutturale — ciclabile compresa — diventa una guerra di trincea.
E finché il Consiglio comunale discute persino su un dato elementare — i parcheggi sono diminuiti o no? — la sensazione resta una: la mobilità del litorale non ha una regia condivisa.
E così lo spazio pubblico, invece di essere progettato, viene conteso. In aula. E in strada.
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