A quasi cinque mesi dalla sua sparizione, Carabinieri, Polizia e Protezione civile sono tornati nelle campagne tra Ardea e Aprilia, scandagliando ogni metro di terreno con una mobilitazione che non si vedeva da tempo.
Segno che, nonostante il tempo trascorso, le istituzioni non vogliono lasciare nulla di intentato.
L’allontanamento da casa e l’ultima traccia
Il giovane si era allontanato dalla casa della madre, in via Laurentina, portando con sé solo il cellulare, poi risultato spento.
L’ultima traccia tecnica risale a due giorni dopo: un aggancio telefonico ad Aprilia, sempre nelle aree rurali.
Proprio lì si stanno concentrando le ricerche, coordinate dalla Prefettura, che sabato scorso hanno visto una vasta battuta con decine di operatori, droni e unità cinofile impegnati a setacciare il territorio corrispondente al “cono” della cella telefonica.

Per consentire le operazioni in sicurezza, il sindaco di Ardea aveva persino vietato la caccia nell’area interessata.
Anche la trasmissione Rai “Chi l’ha visto?” continua a seguire da vicino la scomparsa del 21enne, rilanciando appelli e segnalazioni nel tentativo di raccogliere nuovi indizi.
La preoccupazione della famiglia è sempre più forte. Giacomo necessita di farmaci per una terapia e potrebbe essere disorientato, un elemento che rende ancora più urgente trovarlo.
A caccia di risposte
Non era la prima volta che si allontanava, ma mai così a lungo e mai senza cure. Al momento della scomparsa indossava pantaloncini viola, t-shirt blu e ciabatte infradito scure.
È alto circa un metro e 65, ha capelli scuri e ricci e un piercing al sopracciglio destro.
Le ricerche, che si spingono fino alle zone di Pomezia, Fossignano e Tor San Lorenzo, puntano a recuperare qualunque traccia utile.
Sul tavolo degli investigatori restano aperte tutte le ipotesi.
Purtroppo non si può nascondere che quella più probabile è anche lo scenario più tragico, quello del ritrovamento del corpo. Ma c’è anche la concreta speranza di poter ritrovare un giovane ancora vivo, magari in difficoltà, nascosto o ferito in un’area impervia. O anche magari ritrovare soltanto le tracce che portino a ipotizzare un allontanamento volontario.
Quello che però è certo è che la nuova mobilitazione fa capire che gli inquirenti ritengono ancora possibile ottenere risposte.
Il papà di Giacomo, intanto, ha realizzato con l’intelligenza artificiale un video toccante che racconta la sua storia e mostra il suo volto com’era prima della scomparsa.

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