Un passaggio amministrativo che, tradotto fuori dal burocratese, significa una cosa sola: i fondi ci sono e vengono “agganciati” al bilancio. Il passaggio decisivo verso la gara d’appalto e, soprattutto, l’avvio del cantiere è quindi più vicino.
Lanuvio e quel collo di bottiglia quotidiano
Per gli abitanti di Lanuvio è conosciuto come il ponte della Stazione, per chi invece viene a Lanuvio come turista come ponte “della Capannina”, nome preso da uno storico ristorante che è proprio a ridosso dell’imbocco del ponte.
L’attraversamento per le auto ora è a senso unico alternato, a causa della ristrettezza della carreggiata: nel punto centrale dell’arcata misura poco più di 3 metri.

Due automobili non ci passano contemporaneamente. Per questo il transito è regolato da sempre da un impianto semaforico che alterna l’ok alla viabilità tra i flussi di auto auto provenienti dalla campagna e quelli provenienti dalla cittadina di Lanuvio.
È percepito da anni come una strettoia che condiziona la vita di chi attraversa l’area della stazione, di chi si muove tra centro e frazioni, di chi prende l’auto per lavoro e di chi dipende dal trasporto pubblico.
L’idea di fondo è semplice: allargare quella corsia per permettere il transito in contemporanea in entrambi i sensi, trasformando così un punto critico in un collegamento più sicuro e più fluido.
Il sopralluogo del sindaco: “Trasparenza, perché l’attesa è decennale”
A dare il segno della pressione pubblica è il post social del sindaco Andrea Volpi, che racconta un sopralluogo “di verifica” insieme all’assessore ai Lavori Pubblici Mario Di Pietro, ai tecnici metropolitani, ai progettisti e a chi dovrà eseguire i sondaggi sul ponte della stazione.

Volpi scandisce anche una tabella di marcia: entro il 31 dicembre 2025 dovrebbero chiudersi tutte le attività propedeutiche alla progettazione esecutiva; poi arriverà la Conferenza dei Servizi per acquisire i pareri; quindi gara e avvio dei lavori.
Perché questo “ok” conta davvero: soldi vincolati, ora si deve correre
Il punto, per chi vive Lanuvio, non è solo l’annuncio: è la tenuta dell’impegno.
Il finanziamento è inserito in programmi ministeriali destinati a sicurezza e funzionalità di ponti e viadotti: una cornice che rafforza l’idea di intervento non più rinviabile.
Intanto l’iter amministrativo ha già mosso alcuni passi: ci sono incarichi tecnici e attività preliminari avviate. La cittadinanza, giustamente, misura tutto con un unico parametro: quando si passa dai documenti al cantiere.
Stavolta, comunque, ci siamo davvero: sembra proprio che l’opera verrà realizzata.
Una storia lunga: tra ex Provincia, “stralci” e rincari, adesso la resa dei conti
La vicenda del ponte è il classico caso in cui l’opera diventa simbolo: promessa ripetuta, priorità riconosciuta, ma tempi che si allungano.
Volpi rivendica di aver “stralciato” l’intervento da un progetto più grande e ormai insostenibile e di aver lavorato per rifinanziarlo, mentre nel frattempo i costi – tra rincari dei materiali e shock energetici – sono lievitati.
Ora la partita entra nella fase più delicata: gli ultimi passaggi procedurali. Con una differenza sostanziale rispetto al passato: questa volta, i soldi sono scritti e la comunità pretende che la politica trasformi l’atto in un risultato visibile.
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