Il via libera ha avuto luogo con la determinazione n. 1571 che affida a un tecnico esterno il servizio di predisposizione e presentazione della SCIA per il complesso dell’ex cantina sociale.
Un maxi polo culturale nel cuore della città
L’edificio tra via IV Novembre e viale del Lavoro, che oggi ospita anche la sala consiliare “Pietro Nenni” e la biblioteca comunale, verrà trasformato in un vero polo culturale: un teatro moderno e una biblioteca completamente rinnovata.
Non si tratta di un semplice restyling, ma di un ripensamento complessivo degli spazi pubblici dedicati alla cultura e all’aggregazione.
1,55 milioni di euro, con il privato protagonista
L’intervento vale circa 1,55 milioni di euro. 1,1 milioni arrivano da un soggetto privato, mentre circa 450mila euro vengono messi direttamente dal Comune di Ciampino.
È la formula dell’opera pubblica realizzata dal privato: capitali esterni che finanziano la trasformazione di un immobile pubblico, oggi sottoutilizzato, in cambio di condizioni da definire su gestione e utilizzo futuro.
Per Ciampino significa ottenere un’infrastruttura culturale di alto livello riducendo l’impatto immediato sulle casse comunali.
Dalla vecchia biblioteca alla nuova mediateca
La biblioteca comunale, da anni alle prese con spazi limitati e condizioni non sempre ottimali per studenti e lettori, sarà completamente ripensata.
L’obiettivo è creare una mediateca con postazioni digitali, aree di studio silenziose, ambienti flessibili per presentazioni, laboratori, incontri con le scuole e le associazioni.
Un luogo non solo dove prendere libri in prestito, ma dove produrre cultura, lavorare in gruppo, fare formazione permanente. Un salto di qualità atteso da tempo da chi vive la città ogni giorno.
Il teatro comunale che Ciampino non ha mai avuto
Accanto alla biblioteca nascerà un teatro con qualche centinaio di posti, finalmente pensato per ospitare spettacoli, rassegne, stagioni teatrali, eventi musicali e conferenze.
Per una città al crocevia tra Roma e i Castelli Romani è un’occasione strategica: Ciampino può entrare stabilmente nei circuiti culturali sovracomunali, attirare pubblico da fuori e dare casa alle tante realtà artistiche locali che oggi faticano a trovare spazi adeguati.
Un “pezzo di Comune” diventa così una vera fabbrica pubblica di cultura.
Il nodo centrale: il privato
Con la determina del 10 dicembre il progetto compie un passo concreto verso l’apertura.
Ma ora si gioca la partita più politica: chiarire quali saranno i diritti e i doveri del privato che investe, come verrà gestito il teatro, quali garanzie avranno scuole, associazioni e cittadini sull’accesso agli spazi.
Per Ciampino questa è una grande opportunità di sviluppo culturale ed economico. Perché non si trasformi in un’occasione persa, serviranno massima trasparenza sugli accordi e un vero coinvolgimento della comunità nelle scelte future.
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