Durante i lavori finanziati dal Pnrr, la ditta edile incaricata della realizzazione dell’appalto ha scoperto qualche “piccola differenza” tra ciò che era scritto sul progetto e quello che il cantiere stava effettivamente costruendo.
Niente di drammatico, giusto qualche struttura che non era proprio allineata agli standard ingegneristici.
Per evitare che la scuola nascesse con difetti che ne avrebbero compromesso il completamento come da progetto – e magari problemi che sarebbero sorti con il tempo – la ditta ha optato per la soluzione più drastica: abbattimento controllato e ricostruzione delle parti non conformi.
Il tutto, puntualizza il sindaco Nicola Burrini, senza spendere un centesimo dell’Amministrazione.
Il direttore dei lavori, come ha spiegato il primo cittadino, ha verificato tutto e ha trovato situazioni non conformi. Per questo la ditta, “con senso di responsabilità” ci tiene a precisare Burrini, ha deciso di sistemare il tutto a costo zero.
“Noi puntiamo a consegnare una struttura all’avanguardia, nei tempi previsti dal Pnrr, per i nostri giovani.”, ha concluso il sindaco.
Per i social era già uno “scandalo”
Insomma, per chi sui social già gridava allo scandalo, niente panico: la scuola rimane nei tempi e nei costi, ma con qualche pezzo in più ricostruito con cura. Una piccola lezione di ingegneria… e di pazienza, ma senza mettere mano al portafoglio pubblico.
“E’ una vergogna” è il commento più frequente che si trova sotto ai post di coloro che hanno pubblicato la foto della demolizione di parte dello scheletro. Condanna che però non trova alcuna conferma nei fatti.
Era la scuola di Bruno Conti
Quella che si sta realizzando sorge sulle ceneri del precedente plesso che fu frequentato anche dal campione del mondo 1982 Bruno Conti.
Peraltro il plesso custodiva anche un murale che il Comune è riuscito a salvare grazie alla collaborazione con l’artista.
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