La questione è infatti approdata nelle aule del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio per via di un ricorso da parte della ditta costruttrice contro il Comune di Aprilia.
Poiché il Comune di Aprilia non ha ancora acquisito la struttura, pronta dal 2023, la società costruttrice Sogeim ha scelto la via giudiziaria per sbloccare lo stallo.
Nel ricorso al TAR la ditta costruttrice ha chiesto che venga accertato l’obbligo da parte del Comune di Aprilia di prendere in carico il Palazzetto dello Sport.
Il TAR sul Palazzetto dello Sport dà ragione al Comune di Aprilia
In questo braccio di ferro, il primo round giudiziario sul Palazzetto dello Sport va al Comune di Aprilia.
Il TAR del Lazio, sezione staccata di Latina, ha infatti respinto l’istanza cautelare presentata dalla Sogeim srl, la società che ha realizzato l’impianto nell’ambito del piano di lottizzazione tra le vie Carroceto e Guardapasso.
Con un’ordinanza, il TAR ha ritenuto che, allo stato attuale, non ci siano i presupposti per obbligare l’amministrazione comunale di Aprilia a prendere in carico il palazzetto né per sospendere gli atti contestati dal privato.
Una decisione interlocutoria, ma significativa, che rafforza la posizione del Comune di Aprilia in questa fase della controversia.
Perché il Palazzetto dello Sport di Aprilia non può ancora aprire
La vicenda nasce dalla convenzione urbanistica sottoscritta a partire dal 2003, con successive integrazioni, in base alla quale Sogeim ha realizzato il Palazzetto dello Sport come opera pubblica da cedere al Comune di Aprilia.
La società sostiene che l’opera sia stata collaudata e che il Comune stia ritardando illegittimamente la presa in carico, mantenendo vincolata anche la garanzia fideiussoria.
Da qui il ricorso al TAR, con la richiesta di misure cautelari urgenti e il risarcimento dei danni per il ritardo.
Il Tribunale, però, non ha condiviso questa impostazione nella fase cautelare.
Secondo i giudici amministrativi, le censure sollevate da Sogeim non appaiono, a una prima valutazione sommaria, sufficientemente solide da giustificare un intervento immediato.
In particolare, dal confronto tra i verbali di collaudo di aprile e luglio 2025 emergerebbe che alcune criticità, soprattutto legate all’impianto antincendio, non risultano ancora superate in modo completo.
Il secondo verbale, pur dando atto di alcuni interventi eseguiti, non contiene infatti un giudizio finale e complessivo di collaudo positivo.
La sicurezza antincendio è un obbligo della società costruttrice
Un punto centrale riguarda proprio la sicurezza antincendio.
Il TAR osserva che gli adeguamenti richiesti, pur di costo contenuto rispetto al valore complessivo dell’opera, incidono su un elemento strutturale essenziale per la fruibilità del Palazzetto.
Per questo motivo, tali interventi vengono considerati, almeno in questa fase, un obbligo della società realizzatrice e non del Comune.
Un aspetto che pesa anche sulla valutazione dell’interesse pubblico: un impianto non pienamente conforme non può essere messo a disposizione della collettività.
Anche sul fronte dell’urgenza, il giudice amministrativo non ha ravvisato un danno irreparabile. I pregiudizi lamentati da Sogeim sono stati qualificati come prevalentemente economici e quindi, per loro natura, risarcibili in un secondo momento.
Quanto all’interesse pubblico alla presa in carico dell’opera, esso risulta, secondo il TAR, recessivo finché il Palazzetto non è pienamente utilizzabile.
Risultato: il TAR ha respinto l’istanza cautelare e ha compensato le spese di questa fase. Il giudizio di merito resta aperto e sarà lì che si deciderà definitivamente chi ha ragione.
Leggi anche: Il Comune di Aprilia ammette: strade “pericolose” e stanzia 170mila euro. Ma ci vuole più coraggio (e impegno)























