Il verbale del Nucleo Carabinieri Forestale “Lazio” – stazione di Rocca di Papa, redatto il 25 giugno 2025 dopo un sopralluogo, mette nero su bianco ciò che l’opposizione aveva già mostrato in un video-denuncia promosso dal consigliere Enrico Indiati.
Non più solo polemica: c’è un accertamento amministrativo con contestazione di violazioni e sanzioni.
Dove e quanti alberi: il perimetro finito sotto accertamento
Il controllo è scattato il 25 giugno 2025, in seguito a segnalazioni di privati cittadini.
Gli agenti riferiscono di aver riscontrato criticità su circa 40 piante di alto fusto, di specie diverse, lungo via Parco Chigi, tra via Selvotta e via dell’Uccelliera, nell’area a ridosso del muro perimetrale dei Giardini di Palazzo Chigi.
Non si parla quindi di un singolo albero o di un episodio isolato, ma di un tratto ampio e simbolico: un corridoio verde legato all’immagine storica della città.
“Tagli non a regola d’arte”: che cosa contestano i Forestali
Il punto centrale del verbale è tecnico: secondo i Carabinieri Forestali la potatura sarebbe stata mal eseguita. I tagli cioè non risultano effettuati con un taglio netto e rasente il colletto dei rami. Questo è un dettaglio che, in arboricoltura, incide sulla corretta cicatrizzazione e sulla tenuta fisiologica della pianta.
I Carabinieri Forestali hanno contestato l’illecito come violazione della normativa regionale (richiamati articoli della L.R. 39/2002 e del Regolamento regionale 7/2005).
Nel verbale si dà atto anche che ci sono rilievi fotografici a suffragio della contestazione e che i danni riguardano le piante, non le persone.
Comune e ditta nel mirino: chi è destinatario della sanzione e quanto vale
Nel documento si indicano due destinatari: la ditta incaricata delle operazioni di potatura (come trasgressore) e un dirigente comunale individuato come obbligato in solido in relazione al ruolo svolto per l’ente.
La sanzione viene quantificata in 688 euro, con la possibilità di pagamento in misura ridotta entro 60 giorni secondo la procedura prevista dalla normativa sulle sanzioni amministrative. Il verbale viene inoltre trasmesso alla Regione Lazio quale autorità competente.
Il nodo politico: Indiati rilancia, “serve un piano di ripristino”
Per Indiati, la certificazione dei Forestali non chiude la questione: la rilancia sul terreno dell’interesse pubblico e delle responsabilità.
La sua posizione, già espressa nell’esposto è che non si tratti di semplice negligenza, ma di un intervento tecnicamente scorretto e potenzialmente dannoso per la sopravvivenza delle piante.
Il consigliere chiede un cambio di passo: controlli reali sulle ditte, trasparenza su autorizzazioni e modalità di esecuzione, e soprattutto un piano serio di ripristino per limitare l’impatto sul patrimonio verde storico.
“Questo – dichiara il consigliere Indiati – non è un lavoro mal fatto: è una brutalità ai danni del patrimonio verde storico di Ariccia. Qui parliamo di 40 alberi di Parco Chigi massacrati con tagli sbagliati, barbarici. Chi ha autorizzato e chi ha eseguito questa porcheria deve assumersi la responsabilità davanti ai cittadini.
I Carabinieri Forestali hanno certificato quello che avevamo già mostrato nel video-denuncia: un intervento incivile, tecnicamente scorretto e potenzialmente dannoso per la sopravvivenza delle piante.
Chi governa il verde pubblico deve garantire professionalità, non permettere simili scempi.
Ora che le sanzioni sono state elevate, serve un cambio di passo: un piano di ripristino serio, controlli reali sulle ditte e la certezza che episodi di questa gravità non possano ripetersi».

























