Il “bando temporaneo” da 139mila euro è andato nuovamente deserto, certificando una crisi ormai strutturale nella gestione di un servizio essenziale che incrocia tutela degli animali, sicurezza pubblica e decoro urbano.
In realtà non si trattava di un bando ma di un affidamento tramite procedura negoziata. Si tratta di un iter più semplice, proprio per semplificare almeno una assegnazione temporanea, della durata di 4 mesi, dopo che il bando a novembre era andato deserto. Ma anche così, nessuno si è fatto avanti.
La conferma arriva dalla determinazione del 16 dicembre 2025 del Settore “Ambiente ed Ecologia”, con cui il Comune di Aprilia ha preso formalmente atto dell’esito negativo della procedura di gara avviata poche settimane prima.
Il 20 novembre 2025, infatti, l’amministrazione aveva approvato la decisione di contrarre per l’affidamento dei servizi di custodia, mantenimento, ricovero, pronto soccorso e trasporto di cani e gatti randagi o vaganti, attraverso una procedura negoziata senza bando.
Serviva una struttura che potesse gestire per soli 4 mesi, tra gennaio e aprile 2026 – a 139 mila euro – la custodia dei cani randagi, dopo il bando precedente andato deserto.
Non era una vera gara: la procedura si è svolta interamente in modalità telematica, tutto secondo le regole, tutto nei tempi previsti. Eppure, al momento decisivo, il silenzio è stato totale.
Nessuna “candidatura” per cani e gatti di Aprilia
Durante la prima seduta pubblica, tenutasi il 15 dicembre 2025 presso la sede comunale di Piazza dei Bersaglieri, il Responsabile unico del procedimento ha verificato, tramite la piattaforma di e-procurement, l’assenza completa di offerte presentate entro i termini stabiliti dal disciplinare di gara.
Un esito nero su bianco, messo a verbale e che non lascia spazio a interpretazioni: nessuno ha ritenuto conveniente o sostenibile partecipare.
Con l’atto successivo, il Comune di Aprilia non ha potuto fare altro che prendere atto delle risultanze della gara deserta e concludere formalmente con esito negativo la procedura di affidamento.
Il problema, però, va ben oltre la correttezza degli atti. Il dato politico e sociale è evidente: ad Aprilia nessuno vuole più occuparsi dei randagi alle condizioni proposte.
Un segnale preoccupante che apre interrogativi pesanti sulla sostenibilità economica del servizio, sui costi reali della gestione, sulle responsabilità che gravano su chi opera nel settore e, soprattutto, sulle ricadute concrete per il territorio.
Cosa può succedere adesso?
Senza un gestore, la catena di intervento si inceppa: il recupero degli animali vaganti, il pronto soccorso veterinario, il ricovero in strutture idonee e il mantenimento quotidiano rischiano di diventare emergenze continue.
A pagarne il prezzo sono gli animali, ma anche i cittadini, che si trovano a convivere con un problema irrisolto.
Non si capisce se il problema sia la somma stanziata che sarebbe troppo bassa, oppure se le condizioni poste siano difficili da ‘esaudire’. Fatto sta che di custodi per i cani e gatti randagi di Aprilia non ne sono stati trovati.
Ora spetta all’amministrazione interrogarsi sulle “successive determinazioni di competenza”, come recita l’atto, e capire se e come ripensare un modello che, allo stato attuale, non attira nessun operatore.
Intanto le Commissarie straordinarie potrebbero chiedere all’attuale operatore di prorogare il servizio almeno per il tempo di rifare un nuovo (e più appetibile) bando.
Oppure potrebbero chiedere aiuto a qualche comune vicino.
In casi estremi potrebbero intervenire con una ordinanza contingibile e urgente, in qualità di autorità sanitaria locale, e obbligare un operatore, probabilmente quello attuale, a svolgere il servizio finché non termini l’emergenza.
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