La notizia arriva dopo la richiesta di rinvio a giudizio notificata al Comune dal Tribunale penale di Latina nel febbraio 2025.
Al centro dell’inchiesta ci sono più imputati accusati, a vario titolo, di aver installato senza permesso di costruire due manufatti prefabbricati destinati a uffici, spogliatoi e servizi igienici, oltre ad aver realizzato le opere in assenza delle necessarie autorizzazioni antisismiche.
Latina, 81.000 galline senza autorizzazione
Ma l’aspetto più rilevante del procedimento riguarda l’attività svolta: un impianto avicolo ovaiolo da oltre 81 mila posti pollame, che sarebbe stato esercitato senza la prescritta Autorizzazione integrata ambientale.
Secondo l’amministrazione comunale, i reati contestati non riguardano soltanto il rispetto delle norme urbanistiche e ambientali, ma incidono in modo diretto sulle funzioni istituzionali dell’ente e sugli interessi della collettività.
Proprio per questo, sulla base di una relazione predisposta dal legale incaricato nell’ambito del Piano integrato di attività e organizzazione, il Comune di Latina ha ritenuto sussistenti i presupposti di fatto e di diritto per entrare nel processo come parte civile e chiedere il riconoscimento dei danni eventualmente subiti.
Il Comune di Latina vuole essere parte civile al processo
La difesa dell’ente sarà affidata all’Avvocatura comunale, con la nomina dell’avvocata Alessandra Muccitelli come difensore e procuratore speciale davanti al Tribunale penale di Latina.
Una scelta che conferma la linea dell’amministrazione già stabilita con un atto di giunta comunale: seguire direttamente una vicenda giudiziaria considerata delicata, perché intreccia tutela dell’ambiente, legalità urbanistica e sicurezza del territorio.
Ora la parola passa ai giudici.
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