Quel boato, che riecheggiò lontano fino sulla Pontina, portò via tre persone care: la piccola Carlotta Marinangeli, affidata ai nonni per quel pomeriggio, sognatrice di colori e magia, che di anni ne aveva solo 11; la nonna, Laura Di Petrillo, donna forte e amata di 73 anni; e la 62enne Ornella Clementini, affittuaria della villetta, conosciuta e apprezzata nella comunità per il suo canto nel coro polifonico locale, che proprio pochi giorni prima avrebbe dovuto completare il trasloco dalla casa che ormai amava meno di quanto amava la sua vita quotidiana.
All’interno del crollo furono ritrovati i corpi di Laura e di Carlotta nel seminterrato, mentre quello di Ornella emerse più tardi, nelle prime ore della notte, quando i soccorritori del team Usar dei Vigili del Fuoco non si arresero alla ricerca, consapevoli dell’urgenza di ogni istante.
Dalle macerie, miracolosamente, venne estratto ancora vivo Giovanni Raffa, 79 anni, nonno e marito delle due vittime, ex consigliere comunale e commissario cittadino della Lega.
L’onda d’urto lo scagliò all’esterno, salvandogli la vita, mentre la casa crollava sotto il peso dell’esplosione.
Aprilia non dimentica
Oggi, ad un anno di distanza, Aprilia non dimentica. Nel cortile dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Pascoli”, dove Carlotta studiava e passava ore felici tra fogli e colori, è stato condiviso un disegno e una poesia dai suoi compagni di classe:
“Carlotta sognavi di fare magie, con matite e colori, mille fantasie… Da grande fumettista volevi brillare, e con il tuo talento il mondo incantare.”
Un omaggio che non è solo memoria, ma testimonianza vivida di un sorriso che non si estinguerà nei cuori di chi l’ha conosciuta.
La scuola stessa ha voluto ricordarla con parole che profumano di affetto, definendola “una piccola stella che non smetterà mai di brillare”.
Nel pomeriggio, nella chiesa Santi Pietro e Paolo nel Quartiere Primo, è stata celebrata una Santa Messa in memoria di Ornella, mentre la città si stringe idealmente anche attorno alla famiglia di Carlotta e Laura, ricordando non solo le vite spezzate, ma l’impatto umano lasciato da tre persone troppo presto tolte alla vita.
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