SI tratta di un vero e proprio piano anti-allagamento che coinvolge 5 quartieri di Pomezia: costo, poco meno di 10 milioni di euro.
Tradotto: più interventi per far defluire l’acqua dove oggi si accumula, con lavori di regimazione e canalizzazione che puntano a ridurre allagamenti e disagi. È una scelta che intercetta un interesse pubblico evidente: la sicurezza delle strade, delle case e dei servizi.
Cinque quartieri nel mirino: la mappa degli interventi
La novità più concreta è il “pacchetto” di cantieri concentrato su cinque aree indicate nero su bianco:
- Letterati,
- Campobello,
- Pomezia Centro,
- Castagnetta
- Campo Jemini.
Sono località diverse tra loro, ma accomunate da un obiettivo: evitare che l’acqua meteorica diventi un problema strutturale.
L’idea è intervenire prima che l’emergenza si ripresenti, con opere che (in termini semplici) migliorano la capacità di raccolta e smaltimento delle piogge.
Le cifre: come si arriva al “pacchetto” da 9,5 milioni
Per tre zone – Letterati, Campobello e Pomezia Centro – il Piano indica interventi da 1,6 milioni ciascuno. A questi si aggiungono Castagnetta (1,06 milioni) e Campo Jemini (1,08 milioni).
Poi ci sono altre opere collegate ai punti più critici della rete delle acque: lungo la complanare della SR 148 Pontina (864 mila euro), via Filippo Re vicino alla scuola dell’infanzia (654 mila) e la messa in sicurezza del versante in frana al Fosso della Crocetta, area via Augusto Imperatore (644 mila).
Nel complesso, la dote sfiora 9,5 milioni.

Non solo allagamenti: frane, scuole e assi viari strategici
Il Piano, insomma, non si limita ai fossi o ai canali: mette insieme allagamenti e stabilità del territorio.
La frana in zona Fosso della Crocetta riguarda un tema di sicurezza che va oltre il maltempo: quando un versante cede, il rischio è per strade e abitazioni.
E l’intervento in via Filippo Re, a ridosso di una scuola dell’infanzia, parla da solo: prevenire significa proteggere i luoghi più frequentati e vulnerabili, soprattutto nelle ore di punta.
Cosa succede adesso: dal “via libera” in Giunta ai cantieri
Va chiarito un punto: la delibera approva lo schema del Programma triennale e l’elenco annuale 2026, cioè la cornice che prepara gli atti successivi e le fasi operative.
Dentro lo stesso documento compare anche un dettaglio politico-amministrativo non banale: nessuna opera incompiuta e nessun immobile da cedere indicati negli elenchi dedicati.
Ora la partita si sposta sul percorso di approvazione e, soprattutto, sulla capacità di trasformare le voci in progetti, affidamenti e cantieri, a partire dal 2026.
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