Il Comune di Albano Laziale ha appena avviato l’iter per concederne la gestione tramite bando. La deliberazione è firmata dal Commissario Straordinario, che in questa fase guida l’ente con i poteri della Giunta, dopo la caduta dell’ex sindaco Massimiliano Borelli.
L’indirizzo dato agli uffici è netto: procedura a evidenza pubblica e concessione triennale, con l’idea di riportare “regole e trasparenza” in un settore che, negli ultimi mesi, è stato al centro di polemiche e accuse di gestione troppo prorogata.
Canone “super ribassato”: 15mila euro l’anno
Il dato destinato a far discutere è il canone fissato: 15.000 euro annui, un importo che, tradotto in termini mensili, vale circa 1.250 euro.
Per un impianto classificato “a rilevanza cittadina” e pensato per più discipline (calcio e atletica leggera), la cifra appare decisamente contenuta.
Il Comune di Albano richiama una relazione tecnica di rivalutazione del canone allegata all’atto: sarà quello uno dei passaggi chiave per capire su quali presupposti si regge la tariffa indicata.
Convenzione scaduta e utilizzo temporaneo
Nelle premesse dell’atto il Comune fotografa una situazione che si trascina da tempo: la convenzione precedente è scaduta e, per evitare lo stop alle attività sportive, era stato autorizzato un utilizzo temporaneo alle associazioni già presenti nell’impianto.
Una soluzione-ponte, legata anche al pronunciamento della Commissione comunale di vigilanza sul pubblico spettacolo, arrivato con parere favorevole il 30 settembre 2025.
Ora l’indirizzo è quello di chiudere la stagione del “provvisorio” e aprire una fase di affidamento con regole formalizzate, tempi certi e un quadro di obblighi definito.
Un solo gestore, ma spazio a cordate e associazioni
L’impianto è polivalente e il bando potrà attirare non solo singole società sportive, ma anche raggruppamenti o forme associative tra più realtà del territorio.
È un dettaglio tutt’altro che tecnico: significa che la gestione potrebbe diventare una partita di equilibrio tra interessi sportivi diversi, con la necessità di garantire accesso e programmazione a più discipline.
Il Comune di Albano, però, fissa un punto fermo: la concessione dovrà comunque andare a un unico soggetto interlocutore, responsabile verso l’amministrazione. In sostanza, sì alle “cordate”, ma senza zone grigie su chi decide e chi risponde.
L’opposizione aveva denunciato un sistema di proroghe e incertezza
Il passaggio al bando si inserisce nel contesto politico già acceso raccontato di recenteda Il Caffè, a fine dello scorso agosto.
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L’opposizione aveva puntato su vari problemi, parlando di affidamenti scaduti, proroghe ripetute e mancanza di procedure pubbliche capaci di garantire trasparenza e pari opportunità tra le società sportive.
In quel dibattito erano emerse anche altre criticità legate alla governance dello sport cittadino e all’organizzazione complessiva degli impianti.
Per il momento, però, il bando riguarderà solo questo importante centro sportivo comunale di Cecchina: la prima prova concreta, quella su cui si misureranno scelte amministrative, sostenibilità economica e risposta del territorio.
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