Un atto amministrativo che chiude una lunga fase complessa, segnata da un contenzioso giudiziario e da problemi strutturali. Ora si punta ora a restituire l’impianto alla collettività in condizioni di decoro e sicurezza.
Tre anni di ricorsi
La vicenda inizia nel dicembre 2021, quando la gestione del Falasche viene concessa a un’associazione sportiva dilettantistica. Dopo poco più di un anno, però, il Comune di Anzio dichiara la decadenza della concessione.
Il provvedimento viene impugnato dall’associazione davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) del Lazio, ma il giudice respinge la richiesta di sospensiva.
La stessa sorte tocca all’appello cautelare presentato al Consiglio di Stato, che nel luglio 2023 conferma la decisione dei giudici di primo grado.
A quel punto, nel settembre 2023, il Comune di Anzio rientra ufficialmente in possesso dell’impianto.
È proprio in quella fase che emergono le criticità più gravi.
Il degrado al Centro sportivo Falasche
Durante il rientro in possesso, l’ente comunale si trova davanti a una struttura segnata dal degrado, con rifiuti accumulati, attrezzature sportive in disuso, materiali ingombranti e perfino parti di manto erboso comunale rimosse senza autorizzazione e sostituite dal precedente concessionario.
Situazioni che, come si legge nell’atto, hanno “ingenerato un rallentamento rispetto all’immediata possibilità di rimettere in funzione l’impianto”.
Nel frattempo vengono avviate una serie di attività preliminari. La rimozione dei rifiuti, le indagini per verificare l’idoneità statica delle tribune e dei locali annessi, oltre agli interventi necessari per adeguare l’impianto elettrico alle normative vigenti.
Le occupazioni abusive
A complicare ulteriormente il quadro arriva anche una segnalazione della Questura di Roma – Commissariato Anzio/Nettuno, che evidenzia la presenza di occupazioni abusive, giacigli di fortuna e tracce di fuochi accesi all’interno della struttura.
Un quadro che impone, secondo il Comune di Anzio, “la necessità di salvaguardare il decoro urbano e l’incolumità pubblica”.
Per questo motivo l’amministrazione ha deciso di procedere con urgenza alla messa in sicurezza dell’area, intervenendo su recinzioni divelte e sulla chiusura degli edifici interni, per impedire nuovi accessi non autorizzati.
Dopo un’indagine di mercato, il Comune di Anzio ha scelto di affidare i lavori con procedura di affidamento diretto, prevista dalla normativa per importi inferiori a determinate soglie, individuando un’impresa iscritta nelle white list antimafia, così da evitare ritardi legati alle verifiche.
Lavori per 25mila euro
L’intervento è stato affidato alla società A.A. Appalti di Alessandra Anagni, con sede a Roma, per un importo complessivo di 25.132 euro IVA inclusa. Il preventivo è stato ritenuto congruo e l’azienda risulta in regola sotto il profilo contributivo e antimafia.
Nell’atto si sottolinea che i lavori comprendono “tutte le prestazioni, le forniture e le provviste necessarie per dare il lavoro completamente compiuto”, secondo quanto previsto dal capitolato.
Si tratta di un passaggio tecnico, ma importante, perché rappresenta la base per un futuro rilancio dell’impianto sportivo Falasche.
Ora la comunità attende di sapere quando potranno avviarsi i lavori per restituire questo importante impianto sportivo ai cittadini.
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