In vista delle festività di fine anno 2025 e inizio 2026, il Comune ha emanato un’ordinanza che stabilisce divieti precisi sull’utilizzo di fuochi d’artificio e artifici pirotecnici.
Botti di Capodanno: Ardea pensa anche alla tutela degli animali
«È diffusa la consuetudine di celebrare l’arrivo dell’anno nuovo con il lancio di petardi, fuochi artificiali e botti di vario genere», si legge nel documento, che richiama anche i numerosi incidenti riportati dalla cronaca nazionale.
L’ordinanza sottolinea come l’usanza dei botti di Capodanno «comporti un oggettivo pericolo, anche per gli artifici di libera vendita, essendo in grado di provocare danni fisici, anche di rilevante entità, sia a chi li maneggia sia a chi venisse fortuitamente colpito».
Non solo le persone, ma anche gli animali domestici e la fauna selvatica sono esposti a rischi concreti. Il fragore dei botti infatti «ingenera negli animali evidenti reazioni di spavento, li porta frequentemente alla fuga ed espone al rischio di smarrimento o investimento».
Il Comune ricorda che, ai sensi della legge del 1979, l’Ente ha la responsabilità di vigilare sulla protezione degli animali presenti sul territorio.
Quando e dove sono in vigore i divieti
Per questo, dalla mezzanotte del 31 dicembre e fino a tutto il 6 gennaio 2026 è vietato accendere fuochi d’artificio in luoghi pubblici e in aree private, qualora gli effetti pirotecnici possano ricadere su proprietà altrui o spazi pubblici.
Questo vuol dire che i botti di Capodanno sono sempre vietati nei luoghi pubblici, ad eccezione di quelli espressamente autorizzati. Sono dunque consentiti gli spettacoli di professionisti provvisti di autorizzazione, come da D.Lgs. 58/2010.
Il discorso dei luoghi privati è più sfumato. Nelle aree private sono vietati se possono verificarsi ricadute degli effetti pirotecnici sul suolo pubblico o su luoghi privati appartenenti a terzi non consenzienti. In poche parole, non si possono gettare petardi sulla pubblica strada dal balcone di casa.
Nelle aree pubbliche e private è sempre e comunque vietato utilizzare i fuochi pirotecnici non posti in libera vendita che necessitano di una specifica licenza per l’utilizzo, ai sensi dell’art. 57 del TULPS.
Per i minori di 18 anni c’è l’espresso divieto di usare, cedere o portare con sé materiale esplodente.
Il Comune di Ardea invita i cittadini alla massima prudenza: «Si raccomanda ai genitori di vigilare affinché i minori rispettino le istruzioni dei dispositivi e non raccogliere ordigni inesplosi», e agli amanti degli animali di «assicurarsi che il disagio causato dagli scoppi non provochi danni a persone o animali».
Multe fino a 500 euro: ma chi controlla?
L’ordinanza ricorda inoltre di acquistare fuochi d’artificio esclusivamente presso rivendite autorizzate e con etichettatura regolare, e di evitare di lanciare artifici verso zone affollate, finestre o balconi.
Le violazioni saranno punite con sanzioni amministrative da 25 a 500 euro, mentre i titolari di licenze rischiano la sospensione fino a 10 giorni, con possibile revoca in caso di danni a persone.
L’inosservanza può comportare anche conseguenze penali ai sensi degli articoli 650 e 703 del Codice Penale e del TULPS.
Il problema è sempre uno: chi controlla? L’ordinanza è dunque più che altro una raccomandazione. Le forze dell’ordine non possono essere ovunque a controllare, ma il divieto è per la sicurezza dei cittadini: sono loro i primi a dover essere responsabili di loro stessi.






















