Il nuovo centro commerciale si posiziona in una zona che presenta ora grosse difficoltà di viabilità, con l’innesto sulla Nettunense di due importanti strade come Via Ginestreto e Via di Campoleone.
Per questo è prevista anche una modifica della viabilità con la creazione di una grande rotatoria, che però incide sul territorio di Ariccia.
La rotatoria è già intuibile sia dalle tavole del progetto che dalle foto satellitari.

È evidente che le opere viarie dovranno essere operative all’apertura del centro commerciale, altrimenti si creerebbe una situazione di grave caos per la viabilità sulla Nettunense.
Le varianti al progetto iniziale
Il 18 dicembre 2025 il Comune di Albano Laziale ha validato le ‘rettifiche’ al progetto originario di due anni fa, approvando una modifica della struttura commerciale e delle sue pertinenze: cambia la struttura, senza però riduzione degli standard urbanistici (parcheggi pubblici).
Il tutto in una fase politica particolare, perché il Comune di Albano è attualmente guidato dal commissario: Filippo Santarelli, nominato per traghettare l’ente fino alle prossime elezioni.
Il nuovo progetto varato dal Commissario
Prima di tutto, in concreto, tra il progetto approvato nel 2023 e la versione appena validata dal Comune a fine 2025 cambia la configurazione planovolumetrica.
Le modifiche riguardano la “forma” del Centro commerciale e l’organizzazione degli spazi di pertinenza (accessi, sistemazioni esterne, parcheggi di progetto). Insieme alla tavola delle opere pubbliche/urbanizzazioni e allo schema di convenzione aggiornato.

L’amministrazione (a guida prefettizia) sostiene però che non cambiano i pilastri. Niente tagli agli standard urbanistici (verde, parcheggi pubblici, aree da cedere) e, per quanto dichiarato, nessuno strappo su volumi e impostazione generale.
I numeri del nuovo Centro Commerciale
L’edificio commerciale previsto ha un’impronta importante. Previsti 2.426,08 metro quadrati di superficie coperta.
L’area di intervento supera i 9 mila mq, quasi due campi da calcio di serie A, con una quota di aree pubbliche in cessione di alcune migliaia di metri quadrati. Dati che spiegano perché la partita non sia “locale”, ma urbanistica e territoriale.
Il territorio che cambia
La storia è nota a molti residenti: un altro grande insediamento commerciale lungo l’asse della Nettunense, dove i grandi marchi e le strutture di vendita certo non mancano.
Qui però la questione non è solo “un nuovo negozio”. È un pezzo di pianificazione che, negli anni, ha diviso il territorio tra chi invoca servizi e occupazione e chi denuncia saturazione, traffico e progressiva trasformazione del paesaggio.
E a far discutere è anche la collocazione. Cecchina, a pochi passi dal NOC, in un’area già delicata per viabilità e pressione urbana. Terreni su cui c’erano vigneti fino a pochi anni fa.

“Interesse pubblico” tra rotatorie, marciapiedi e parcheggi: la promessa delle opere
Come sempre, il progetto si regge sul bilanciamento tra beneficio privato e ritorno pubblico.
Cessioni di aree, sistemazioni e opere legate alla viabilità e alla sicurezza stradale, oltre alle dotazioni obbligatorie come parcheggi e verde pubblico.
È qui che, politicamente, si misura la distanza tra carta e realtà: quanto di ciò che viene promesso viene davvero realizzato, in che tempi, con quali garanzie e con quali controlli.
Perché una cosa è scrivere “opere” e “standard”, un’altra è vedere cantieri chiusi in tempo, collaudi e manutenzioni, senza scaricare costi futuri sulla comunità.
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