La Giunta di Latina ha approvato la delibera con cui rilancia l’interesse ad acquisire l’immobile storico sito in via della Stazione a Latina Scalo. L’immobile infatti è considerato “bene identitario della comunità locale” e testimonianza della città di fondazione.
La valorizzazione degli edifici storici di fondazione a Latina Scalo
La storia parte da lontano. Già nel 2002 il Consiglio comunale di Latina aveva fissato tra gli obiettivi strategici dell’amministrazione la valorizzazione degli edifici di fondazione e degli immobili di pregio storico.
In questo solco, nel dicembre 2006 la Giunta dichiarò l’intenzione di esercitare il diritto di prelazione sull’edificio di via della Stazione. L’edificio era allora di proprietà di Ferrovie Real Estate.
Si trattava di un immobile vincolato ope legis, ritenuto di particolare rilevanza storico-artistica. Nelle intenzioni del Comune, doveva essere destinato ad ospitare attività capaci di valorizzarne il ruolo di “esempio urbanistico di fondazione della città, garantendone anche la fruibilità alla cittadinanza”.
La nuova proprietà e i lavori abusivi
Ma proprio in quei mesi l’immobile cambiò rapidamente proprietario. Nel luglio 2006 Ferrovie Real Estate lo vendette per 145 mila euro alla società Credit Professional. Questa a sua volta, nel dicembre dello stesso anno, lo cedette per 302 mila euro a Emmelle Investimenti, poi divenuta Paninvest.
L’atto di prelazione del Comune fu formalizzato l’8 gennaio 2007, ma non venne notificato alla nuova proprietà, che nel frattempo avviò lavori sull’edificio tramite una DIA, Denuncia di Inizio Attività. Gli interventi si conclusero nell’estate del 2007, prima che il Comune intervenisse.
L’ordinanza di demolizione e il fallimento della proprietà
Nel settembre di quell’anno l’Ufficio Antiabusivismo edilizio diffidò la società dal proseguire i lavori, ricordando che l’immobile risultava inserito nell’elenco degli edifici tutelati.
Seguirono l’ordine di sospensione del cantiere e, nel marzo 2008, l’ordinanza di demolizione e ripristino delle opere.
Paninvest impugnò tutti i provvedimenti davanti al Tribunale di Latina, chiedendo non solo l’annullamento degli atti comunali e della prelazione, ma anche un risarcimento danni da due milioni di euro.
Il contenzioso si trascinò negli anni, fino al fallimento della Paninvest e al subentro della Curatela fallimentare.
L’edificio storico di Latina Scalo finisce all’asta
Nel 2021 gli immobili finirono all’asta e vennero aggiudicati per 101.500 euro.
A quel punto il Comune tornò a farsi avanti: il sindaco diffidò la Curatela a non procedere, ribadendo la volontà dell’ente di esercitare il diritto di prelazione e avviare l’acquisizione del bene.
Nel 2022 si arrivò a una trattativa per una soluzione conciliativa, con un’ipotesi di accordo da 230 mila euro legata al ritiro di ogni richiesta risarcitoria.
Tuttavia l’intesa non venne mai formalizzata e nel gennaio 2023 il giudizio fu dichiarato estinto per mancata riassunzione.
La Curatela, però, ha continuato a sollecitare il Comune a definire la vicenda, fino a promuovere nel 2025 una procedura di mediazione.
Ed è proprio per questo che la Giunta ora torna a deliberare.
Comune “obbligato” a partecipare alla procedura di mediazione
La mancata partecipazione alla mediazione, si legge nel provvedimento, esporrebbe l’ente “a conseguenze significative sul piano processuale”, anche alla luce dell’indirizzo politico già espresso nel 2006.
L’immobile viene definito “testimonianza materiale della storia urbana del territorio e luogo di riferimento per la fondazione e lo sviluppo originario della città”.
La delibera incarica quindi il dirigente del Dipartimento Patrimonio e Demanio di partecipare, con l’Avvocatura comunale, all’incontro di mediazione fissato per il 18 dicembre 2025, con l’obiettivo di acquisire il bene “all’importo di 101.500 euro di aggiudicazione in asta o al diverso valore risultante all’esito della mediazione, comunque non oltre il valore di mercato”.
In caso di esito positivo, la parola finale spetterà al Consiglio comunale, chiamato non solo ad approvare l’acquisto ma anche a individuare la destinazione pubblica dell’edificio.
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