Ora quindi il Comune di Pomezia l’ha spostata in via della Siderurgia. Un cambio di rotta che punta a spostare l’impatto lontano dalle case e a rendere l’opera più “digeribile” socialmente.
Non è chiaro, però, in che punto di Via della Siderurgia dovrà nascere la nuova isola ecologica. Non è stato pubblicamente indicato nessun riferimento preciso o particella catastale, si parla solo di “piazzale”.
La Determinazione del 17/12/2025 riporta infatti soltanto:
“Preso atto che il Comune di Pomezia per sopravvenuti motivi di interesse pubblico ha individuato un area differente rispetto a quella iniziale da destinare al centro di raccolta dei rifiuti comunali ovvero il piazzale in Via della Siderurgia”.
Via della Siderurgia inizia nel piazzale antistante la stazione d ferroviaria di Santa Palomba. Prosegue poi lasciando sulla sinistra una vasta area precedentemente adibita a parcheggio, scavalca il piccolo ponte che è stato recentemente allargato, lambisce varie attività industriali e di logistica fino a Torre Fausta, per poi perdersi nelle campagne, fino a diventare una strada sterrata.
Dov’è questo “piazzale” a cui si fa riferimento?
L’unico attualmente visibile è quello dove c’è un parcheggio, nel tratto tra il piazzale della Stazione e il ponte sulla linea ferroviaria. Parcheggio oggetto anche di recenti lavori.
Attigui al parcheggio si notano dalle foto satellitari grandi sbancamenti. Ma si tratta di lavori iniziati diversi anni fa, quindi non sono probabilmente riferibili alla nuova isola ecologica.

Resta il mistero. O forse siamo noi che non abbiamo trovato il documento che indica l’ubicazione precisa (se esiste ed è stato pubblicato).
Il quartiere Roma 2 esulta
Grande soddisfazione naturalmente tra i residenti del quartiere Roma 2, che hanno osteggiato la prima versione del progetto che vedeva la nuova isola ecologica piazzate molto vicina alle loro case
Il consigliere di opposizione, Giacomo Castro, della Lista Valore Civico, ha dichiarato:
“Sono estremamente contento di questa scelta maturata a valle della battaglia iniziata un anno e mezzo fa, quando erano già cominciati i lavori di spianamento della piattaforma dell’isola ecologica che, come tutti ricorderanno, doveva sorgere originariamente di fronte alle palazzine di Roma 2.
Una scelta sbagliatissima, che aveva fatto infuriare i cittadini e mobilitato tutti: c’è stata addirittura una manifestazione, un’assemblea pubblica alla quale partecipò anche il sindaco. Ancora una volta, però, ci fu una chiusura, seppure con la promessa di ripensarci e di valutare meglio il caso.
Dopo aver portato, come consigliere comunale, la questione all’attenzione del Consiglio comunale tramite interrogazione e aver sostenuto la mobilitazione insieme ai cittadini, è maturata questa decisione: l’irregolarità stava nel fatto che i terreni su cui l’isola ecologica avrebbe dovuto sorgere, davanti alle case di Roma 2, non erano nella disponibilità del Comune di Pomezia.
Una circostanza che ho segnalato puntualmente all’amministrazione, denunciando quindi questa grave irregolarità amministrativa.
Oggi questo ripensamento è sicuramente una decisione positiva: non è possibile costruire un’isola ecologica a venti metri dalle palazzine dove vivono le persone, e soprattutto in un’area dove dovrebbe sorgere la futura parrocchia di Roma 2 – Santa Palomba, accanto, peraltro, al parco pubblico del quartiere di Roma 2″.
Soldi pubblici e trasparenza: il punto non è solo “fare”, ma “come”
Il Comune di Pomezia ha messo quindi in moto il nuovo progetto. È stato deciso, con affidamento diretto, l’incarico professionale di progettazione esecutiva all’Ingegner Massimo Romani di Aprilia.
L’assegnazione dell’incarico ad un esterno è stata così motivata:
l’attuale esiguo organico dell’Ufficio, la considerevole mole di lavoro che l’Ufficio preposto sostiene e non ultima, la specificità della tipologia di attività professionale da eseguire, non consentono l’assolvimento delle attività con personale interno;
Il costo lordo previsto per la prestazione d’opera è pari a € 28.353,60.
Ricordiamo che per la realizzazione di questa opera la Città Metropolitana di Roma ha concesso al comune di Pomezia un contributo di € 248.400,00.
Due ecocentri non bastano più
Dietro la parola “isola ecologica” c’è un tema molto concreto: dove portare ingombranti, sfalci, RAEE e materiali differenziati senza improvvisare, senza abbandoni e senza scaricare tutto sulle strade di campagna.
Una terza struttura significa, in teoria, meno code nelle giornate di punta, una rete più capillare e un servizio più vicino a chi vive nelle aree esterne o lavora nella zona produttiva. È pubblica utilità, non propaganda: se funziona, riduce degrado e costi indiretti.
La domanda che molti fanno sottovoce è semplice: perché serve una terza isola ecologica?
Pomezia ha già attivi due centri, quello di via Cincinnato, che serve soprattutto il centro di Pomezia, e quella di via Boston a Torvaianica.
Con un isola ecologica a sud e una nella parte centrale del territorio, la zona nord era effettivamente scoperta per questo servizio. Parliamo di un’area segnata da traffico, logistica e numerosissime attività industriali.
Quando le strutture sono poche o lontane, si crea l’effetto “imbuto”: tempi di attesa, rinunce, e purtroppo anche abbandoni. Una nuova sede può alleggerire la rete e rendere più credibile la raccolta differenziata come politica pubblica, non come slogan.
La sfida vera: tempi, regole chiare e un servizio che si vede
Ora il punto è uno: quanto “veloce” sarà davvero questo progetto?
Perché la velocità serve, ma serve anche la qualità. Una terza isola ecologica funziona se è accessibile, se ha regole semplici, se gli orari sono coerenti con la vita reale e se i controlli evitano che diventi terra di nessuno. Il cambio di location è una decisione forte: adesso tocca alla politica e all’amministrazione dimostrare che è stata fatta per migliorare il servizio, non solo per spostare il problema da un punto all’altro della città.























