Proprio la ex sede della Polizia Locale, al termine degli interventi di ristrutturazione previsti nel 2026, diventerà la nuova casa di uno dei luoghi simbolo della memoria cittadina.
Il museo dello Sbarco di Anzio
Il Museo dello Sbarco di Anzio è stato inaugurato il 22 gennaio 1994, in occasione del cinquantesimo anniversario dello sbarco alleato, su iniziativa dell’associazione “Centro di Ricerca e Documentazione dello Sbarco e della Battaglia di Anzio – ODV”.
Attualmente è ospitato in una delle sale della storica Villa Adele, edificio risalente al XVII secolo situato a breve distanza dalla stazione ferroviaria e dal centro cittadino.
Il trasferimento consentirà di disporre di spazi più ampi e funzionali, adeguati al valore storico e al crescente patrimonio del museo.
L’allestimento in quattro sezioni
Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni dedicate alle principali forze che si fronteggiarono durante la battaglia di Anzio: Americana, Britannica, Tedesca e Italiana.
In ciascuna sezione sono conservati uniformi, armi, decorazioni, documenti originali, piani di battaglia, fotografie di veterani e numerosi oggetti di uso quotidiano appartenuti ai soldati, tutti rigorosamente autentici.
Accanto alle sale espositive, il museo dispone anche di una fototeca, una nastroteca, una biblioteca e un’emeroteca, strumenti fondamentali per la ricerca storica e la divulgazione.
La collezione è ulteriormente arricchita da bandiere, stampe d’epoca, motoveicoli e altri reperti, e continua a crescere grazie alle donazioni provenienti da musei, associazioni di veterani e privati cittadini delle nazioni coinvolte nel conflitto.
I reperti dello sbarco di Anzio recuperati dai fondali marini
Un capitolo particolarmente significativo è rappresentato dai materiali recuperati dai fondali marini di Anzio, dove giacciono ancora a varie profondità aerei, mezzi da sbarco, navi da guerra e da carico affondate durante le operazioni militari.
Tra queste spiccano il cacciatorpediniere britannico Janus, affondato con 158 uomini, l’incrociatore Spartan, con decine di morti e feriti, e la nave ospedale St. David, colpita nonostante fosse chiaramente contrassegnata dalla croce rossa e protetta dalla Convenzione di Ginevra.
L’operazione Shingle
Lo sbarco di Anzio, noto come operazione Shingle, rappresentò uno dei momenti cruciali della campagna d’Italia nella Seconda Guerra Mondiale.
L’operazione, condotta il 22 gennaio 1944 dal VI Corpo d’armata statunitense guidato dal generale John Lucas, aveva l’obiettivo di creare una testa di ponte oltre la linea Gustav per aggirare le difese tedesche, alleggerire la pressione sul fronte di Cassino e aprire la strada verso Roma.
Nonostante il successo iniziale dello sbarco, la reazione delle forze tedesche comandate dal feldmaresciallo Albert Kesselring portò a una lunga e sanguinosa battaglia di posizione, che si concluse solo nella primavera successiva senza il raggiungimento di tutti gli obiettivi strategici prefissati dagli Alleati.
Leggi anche: Lo sbarco di Anzio… che iniziò da Nettuno: ecco la rievocazione storica
Il piano delle opere pubbliche 2026 ad Anzio
Il nuovo Museo dello Sbarco si inserisce in un più ampio programma di opere pubbliche previste per il 2026.
Le somme stanziate per le nuove opere registrano un aumento del 7%, come sottolineato dall’Assessore ai Lavori Pubblici Pietro Di Dionisio, che ha evidenziato la volontà dell’amministrazione di proseguire nei cantieri già avviati e di avviare nuovi interventi in diverse zone della città.
Tra questi figurano il completamento del marciapiede sulla riviera Zanardelli, con un secondo stralcio che collegherà il tratto fino a Nettuno, la riqualificazione del porto con l’eliminazione dei vecchi pontili inagibili e l’installazione di nuovi pontili galleggianti.
Sono inoltre previsti il completamento del marciapiede sull’Ardeatina, il nuovo marciapiede su via Gramsci, interventi di efficientamento energetico nelle scuole di viale Tirreno e via Miglioramento, il risanamento delle palestre e delle tribune dello stadio “Bruschini” e l’ampliamento del cimitero con la realizzazione di un’area per ossarini.























