È questa la fotografia di quanto accaduto a Latina in via Fabio Filzi, tra i civici 17 e 19, dove il 20 gennaio 2025 una porzione del marciapiede pubblico è improvvisamente collassata. Per evitare rischi alle persone, l’area da allora è interdetta al transito.
L’episodio non è stato un semplice avvallamento dell’asfalto. I controlli immediati dei Vigili del Fuoco hanno accertato che sotto il marciapiede esisteva una struttura nascosta. Si tratta di un’intercapedine collegata all’edificio adiacente, che ha ceduto causando il collasso della superficie sovrastante.
Una situazione che, con il passare delle settimane, si è rivelata molto più complessa e delicata di quanto apparisse inizialmente.
Ora, dopo mesi di immobilità alla ricerca delle responsabilità, il Comune di Latina ha deciso di intervenire.
Il marciapiede sprofondato e la struttura “abusiva” sotterranea
Dalle verifiche tecniche e amministrative svolte dal Comune di Latina è emerso che il dissesto è stato provocato dal cedimento del muro di contenimento dell’intercapedine sottostante il marciapiede.
In altre parole, la struttura che sorreggeva la “voltina” e quindi il piano di calpestio del marciapiede ha perso la sua capacità portante, facendo venire meno il sostegno della parte pubblica.
Nell’atto si legge che il crollo è riconducibile al “cedimento del muro di contenimento in muratura dell’intercapedine sottostante il marciapiede, con conseguente perdita di capacità portante della voltina e del piano di calpestio soprastante”.
Ma c’è un aspetto ancora più rilevante. Quella intercapedine, oggi al centro della vicenda, sarebbe abusiva. Non risulta infatti in alcun modo rappresentata nei titoli edilizi né nella documentazione storica conservata negli archivi comunali.
Un elemento che ha portato l’Amministrazione a ritenere che si tratti di un manufatto privo di legittimazione edilizia e, soprattutto, realizzato oltre il limite di proprietà privata, occupando di fatto un’area comunale.
Nell’atto viene chiarito che la struttura “non è assistita da titoli edilizi né censita negli atti dell’Amministrazione comunale”, circostanza che fa presumere una realizzazione irregolare insistente su suolo pubblico.

La diffida al condominio e i mesi trascorsi senza un nulla di fatto
Dopo il primo cedimento del marciapiede, il Comune di Latina ha diffidato il condominio dell’edificio prospiciente a intervenire per eliminare le condizioni di pericolo e mettere in sicurezza l’area.
Tuttavia, con il passare dei mesi, nessun intervento risolutivo è stato eseguito. Anzi, nuovi sopralluoghi, compreso uno dei Vigili del Fuoco nel giugno 2025, hanno certificato un progressivo peggioramento delle condizioni strutturali.
Una situazione definita ormai “non ulteriormente procrastinabile”, che ha creato un disagio concreto per la collettività e un rischio costante per la pubblica incolumità.
A quel punto il Comune ha deciso di intervenire direttamente.
Marciapiede sprofondato: il Comune di Latina decide di intervenire
Per ragioni di interesse pubblico e per garantire la sicurezza dei cittadini, è stato affidato un incarico tecnico per chiarire definitivamente le cause del cedimento e individuare la soluzione più efficace per ripristinare il marciapiede.
La perizia ha confermato che l’origine del problema è strutturale e che il collasso della volta dell’intercapedine ha innescato i meccanismi di instabilità che hanno fatto crollare il piano pedonale.
Le responsabilità del cedimento del marciapiede
Il documento sottolinea con chiarezza le responsabilità della situazione: il dissesto è legato a un manufatto a uso esclusivo del condominio, privo di autorizzazioni e realizzato in un’area che risulta di proprietà comunale.
Un mix che ha costretto l’Amministrazione di Latina a farsi carico di un intervento urgente, pur in presenza di una diffida rimasta senza risposta.
I lavori predisposti dal Comune serviranno a eliminare definitivamente le strutture instabili presenti nel sottosuolo e restituire alla città un marciapiede sicuro e pienamente fruibile.
Gli interventi decisi dal Comune di Latina: 106mila euro per rimettere in sicurezza il marciapiede
La soluzione verso cui il Comune intende orientarsi prevede l’eliminazione dell’intercapedine e il riempimento del volume con materiale idoneo, così da garantire stabilità, drenaggio e durabilità nel tempo.
Una scelta motivata dall’urgenza di intervenire rapidamente e ridurre l’impatto dei lavori in un’area urbana molto frequentata.
Il costo complessivo dell’operazione è stimato in poco più di 106mila euro, una cifra che comprende lavori, oneri di sicurezza, spese tecniche e IVA.
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