Siamo a due passi da un noto ristorante e dal Centro Olimpico.
Ma al di là delle differenti valutazioni, il nuovo parcheggio ha rischiato di bloccarsi davanti all’opposizione dei privati all’esproprio dell’area che dovrebbe occupare l’opera pubblica, tra l’altro già adibita a parcheggio, ma privato.


Il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) del Lazio ha però dato il via libera al progetto del Comune di Castel Gandolfo per realizzare nuovi parcheggi al servizio della zona lago.
Anzi, la causa intentata da alcuni privati contro la delibera comunale che approvava il piano e avviava l’esproprio (con tanto di pubblica utilità) si è chiusa con una decisione che pesa politicamente: ricorso dichiarato irricevibile, quindi l’esproprio del Comune resta valido e efficace.
Tradotto: non c’è stop giudiziario e, quindi, l’operazione resta in piedi. Non è una “promozione” nel merito, ma l’effetto pratico è lo stesso: il Comune di Castel Gandolfo guadagna campo.
Perché il giudice non è entrato nel merito, ma il risultato cambia lo scenario
Il Tar del Lazio non ha detto “l’esproprio è perfetto” o “il progetto è il migliore possibile”. Ha detto qualcosa di più semplice, comunque decisivo: la contestazione non è arrivata nei tempi corretti previsti dalla legge per questo tipo di atti. Scrivono i giudici nella sentenza:
“…il ricorrente ha notificato il ricorso in data 4.1.2024, ma si è costituito in data il 31.1.2024, la tardività del deposito in parola rende il ricorso introduttivo del giudizio irricevibile“.
Quando una causa finisce così, la politica esulta perché porta a casa il punto fondamentale: nessuna sospensione, nessun annullamento, nessun ritorno alla casella di partenza.
E in una partita che tocca interessi economici e consenso, il tempo è tutto: significa poter proseguire con gli atti successivi senza avere la spada di Damocle di un blocco immediato.
Anche se per i privati che contestano l’esproprio resta la possibilità di un ricorso al Consiglio di Stato: bisogna capire se esistono reali presupposti.
Il maxi parcheggio sul lungolago: la scelta che divide
Il progetto riguarda la fascia più “calda” di Castel Gandolfo: il lungolago, nella zona di maggiore pressione, dove nei weekend e d’estate il traffico diventa un imbuto.
L’area è indicata come vicina ai punti più frequentati, di fronte a un noto ristorante e nei pressi del Centro Olimpico, dove la presenza di auto e sosta irregolare è un tema costante.

L’amministrazione la presenta come una risposta pratica al caos. Ma proprio per questo la scelta spacca: c’è chi vede ordine e chi teme che significhi solo portare ancora più auto sul lago.
L’esproprio e la visione sul futuro del lago
La parola “esproprio” è quella che alza la temperatura. Per molti cittadini suona come un’ingiustizia, per altri come un passaggio necessario quando l’interesse pubblico viene messo davanti a quello privato.
In realtà è entrambe le cose, e sta qui la miccia politica: l’esproprio è una leva potente, che un Comune usa quando vuole trasformare un’area in una funzione pubblica.
Il tribunale non ha discusso se la scelta sia giusta o sbagliata, ma il fatto che non l’abbia fermata lascia un messaggio chiaro: il Comune di Castel Gandolfo può continuare.
La vera discussione ora è politica, non tecnica. Un maxi parcheggio può aiutare il turismo, il ristorante o il centro sportivo olimpico CONI? Ma può anche diventare un magnete: più posti auto disponibili, più arrivi, più affollamento.
E in una località come Castel Gandolfo questo non è un dettaglio: è una scelta di modello. Si vuole un lago più vivibile o più “consumabile”?
Cosa succede adesso: il progetto va avanti, ma la partita non è chiusa
Dopo la decisione del TAR, la partita entra nella fase più delicata: quella in cui l’amministrazione può andare avanti con l’iter senza un freno giudiziario immediato.
Ma attenzione: la sentenza non elimina il conflitto, lo sposta sul terreno pubblico.
Ora contano trasparenza, confronto e soprattutto una risposta convincente alla domanda che vale più di tutte: questa operazione migliora davvero la vita dei residenti o serve soprattutto a reggere l’urto dei picchi turistici?
Il tribunale non ha fermato l’esproprio. Adesso tocca alla politica spiegare perché quel parcheggio è la scelta giusta.
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