Anche ieri sera, vigilia di Natiale, c’è chi si è divertito a sparare vere e proprie bombe carta.
Il provvedimento nasce dalla consueta escalation di incidenti che si registra a livello nazionale durante le festività, con feriti, danni alle cose e gravi ripercussioni sugli animali, ed è motivato anche dalle numerose lamentele dei cittadini per l’uso incontrollato di petardi e fuochi d’artificio.
Che cosa vieta l’ordinanza
L’ordinanza entra in vigore dalle ore 8 del 31 dicembre 2025 fino alla mezzanotte del 1° gennaio 2026 e vieta l’accensione, il lancio e lo sparo di botti, mortaretti, petardi, razzi e oggetti similari in alcune aree considerate particolarmente sensibili della città, come le zone vicine all’ospedale, alle case di cura e di riposo, ai luoghi di culto e al cimitero, alle aree di sgambatura per cani e alle strutture veterinarie, oltre agli spazi in cui è prevista una concentrazione organizzata di persone, come piazze e parchi pubblici.
Il divieto riguarda anche molti articoli di libera vendita, quando producano effetti di scoppio, fischio o crepitio e rientrino nelle categorie più rumorose e potenzialmente pericolose, mentre restano consentiti solo i prodotti a basso impatto, come fontane luminose, bengala, bacchette scintillanti e piccoli articoli senza detonazione.
Tutela di animali e persone fragili
Il Comune richiama esplicitamente la necessità di tutelare i minori, le persone più fragili, il patrimonio pubblico e privato e soprattutto gli animali, spesso vittime indirette del fragore dei botti, che può provocare panico, smarrimenti e pericoli anche per la sicurezza stradale.
Non manca il riferimento ai danni ambientali e all’aumento delle emissioni inquinanti, in un periodo già critico sotto il profilo della qualità dell’aria.
Sul fronte delle sanzioni, l’ordinanza prevede multe amministrative che possono arrivare fino a 500 euro per chi non rispetta i divieti, secondo quanto stabilito dalla normativa nazionale in materia di ordinanze sindacali. Un deterrente economico che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrebbe scoraggiare i comportamenti più irresponsabili.
I controlli? Impossibili
Gli stessi uffici comunali, però, ammettono implicitamente i limiti del provvedimento: non è materialmente possibile controllare in modo capillare l’intero territorio cittadino nelle ore di Capodanno.
Per questo l’atto ha soprattutto un valore preventivo e simbolico, volto a sensibilizzare la popolazione sui rischi reali legati all’uso dei fuochi pirotecnici. Più che una stretta repressiva, dunque, l’ordinanza di Aprilia si presenta come un appello alla responsabilità individuale, affinché i festeggiamenti di fine anno non si trasformino, ancora una volta, in un bollettino di incidenti annunciati.
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