Oltre 15.000 chilometri, due continenti attraversati, deserti impervi e strade che spesso sono poco più che tracce sulla sabbia.
Tutto ciò a bordo di un’auto con più di dieci anni di vita e una cilindrata inferiore ai 1300 cm³.
Non è la trama di un film d’avventura, ma la realtà dell’impresa a cui stanno per prendere parte tre giovani di Aprilia, pronti a spingersi oltre ogni limite con una Fiat Panda.
L’idea nasce all’interno di una delle sfide più iconiche del viaggio on the road internazionale, ideata nel 2004 dalla società britannica The Adventurists: un’esperienza che non è una gara, ma un’avventura estrema, dove contano lo spirito di adattamento, la resistenza e la capacità di cavarsela lontano da qualsiasi comfort.
Si chiama Mongol Rally.
I 3 di Aprilia che partecipano al viaggio
Un viaggio epico che attraversa Europa e Asia, con un obiettivo che va oltre l’impresa personale: parte del ricavato sarà devoluto a Cool Earth, organizzazione impegnata nella tutela delle foreste pluviali e delle comunità indigene che le proteggono.
A raccogliere la sfida sono Riccardo Torosani, Andrea Righi e Matteo Manzini, ribattezzatisi con ironia “three crazy spaghetti eaters”, pronti a portare la loro Fiat Panda Young 1100 cc fino in Kazakistan.

Il progetto ha un nome che strappa un sorriso e richiama l’immaginario romano: “La Panda dell’Apriliana”, un chiaro gioco di parole che fa il verso alla celebre Banda della Magliana.
I ruoli sono ben definiti: Riccardo è il “map clerk”, l’uomo delle mappe e dei dispositivi; Matteo è l’unico del gruppo a destreggiarsi fluentemente con l’inglese, fondamentale per superare confini e burocrazie; Andrea, invece, è il pilota, colui che terrà il volante anche nei tratti più difficili.
Insieme formano un equipaggio affiatato, pronto ad affrontare ogni imprevisto.
Il percorso Aprilia-Mongolia

Il percorso è ambizioso e affascinante: partenza da Aprilia, passaggio per Roma, poi Praga, attraversando Slovacchia, Ungheria e Romania, quindi Turchia, Russia, Kazakistan, con tappe anche in Turkmenistan e Uzbekistan, prima di tornare nuovamente in Kazakistan.
Un itinerario che mette alla prova uomini e macchina, tra climi estremi, confini complessi e paesaggi mozzafiato.
A supporto dell’impresa è stato attivato anche un crowdfunding, mentre il viaggio potrà essere seguito passo dopo passo attraverso una pagina Instagram dedicata, dove i tre racconteranno il dietro le quinte dell’avventura, tra difficoltà, incontri e momenti indimenticabili.
Il Mongol rally
Il Mongol Rally è un’avventura automobilistica e motociclistica annuale, non competitiva e a scopo benefico, che si svolge in estate attraverso l’Eurasia, partendo dall’Europa (solitamente da Goodwood, UK) e arrivando in Asia centrale, spesso con traguardo in Mongolia o Ulan-Ude (Russia).
Le regole chiave prevedono l’uso di veicoli piccoli (sotto i 1200cc), l’assenza totale di supporto e la necessità di raccogliere fondi per beneficenza, il tutto senza percorsi prestabiliti, incoraggiando l’improvvisazione e l’avventura pura.
Non è solo un viaggio, ma una dichiarazione di intenti: dimostrare che con passione, amicizia e un pizzico di follia si può arrivare lontano. Anche molto lontano. Persino fino in Kazakistan, a bordo di una Panda.
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