Una situazione che potrebbe avere conseguenze rilevanti sull’assistenza sanitaria di un territorio già messo a dura prova da carenze di personale e da una domanda di servizi elevata.
Ospedale di Anzio-Nettuno, copertura dei turni instabile a Ginecologia e Ostetricia
Il reparto di Ginecologia e Ostetricia rappresenta un presidio fondamentale per la tutela della salute delle donne, delle future madri e dei neonati.
L’assenza di una copertura stabile dei turni rischia di tradursi in un aumento delle difficoltà nella gestione delle urgenze, con la possibile necessità di trasferire le pazienti verso altri ospedali.
Una soluzione che, soprattutto in situazioni di emergenza, può comportare ritardi negli interventi e maggiori rischi per la sicurezza delle persone assistite, oltre a un ulteriore sovraccarico per i presìdi sanitari limitrofi.
La denuncia: “Una notizia allarmante, la Regione intervenga”
A sollevare pubblicamente il caso è Emanuela Droghei, consigliera regionale del Partito Democratico, che parla apertamente di una situazione allarmante:
«Una notizia allarmante, che impone chiarimenti immediati e interventi urgenti da parte della Regione Lazio».
Droghei sottolinea come non si tratti di un reparto qualunque, ma di un servizio essenziale per la comunità:
«Parliamo di un reparto essenziale che riguarda direttamente la tutela della salute delle donne e dei neonati. L’eventuale gestione delle urgenze attraverso soluzioni alternative o trasferimenti verso altri presìdi non può essere considerata una risposta adeguata, soprattutto in un territorio già fortemente sotto pressione sul piano dell’assistenza sanitaria».
I piani di rilancio dell’Ospedale di Anzio-Nettuno a rischio per la carenza di personale
Il timore è che la mancanza di personale possa rendere inefficaci anche i piani di rilancio e riorganizzazione annunciati negli ultimi mesi.
«È inaccettabile che, mentre si annunciano interventi strutturali e riorganizzazioni, manchi il personale necessario a garantire la sicurezza e la continuità delle cure», afferma ancora la consigliera regionale.
«Senza medici, ogni narrazione sul rilancio della sanità territoriale rischia di restare solo sulla carta».
Personale a sotto stress e maggiori trasferimenti di pazienti fuori territorio
Le conseguenze di una situazione di carenza di personale protratta nel tempo potrebbero essere pesanti non solo per le pazienti, ma anche per il personale rimasto in servizio, chiamato a lavorare in condizioni di forte stress.
In ultima analisi a risentirne è l’intero sistema sanitario locale, costretto a gestire un numero maggiore di trasferimenti e di emergenze fuori territorio.
Il presidio ospedaliero di Anzio e Nettuno non può essere in stato di precarietà permanente
Droghei chiama in causa direttamente la Regione Lazio e la Asl competente, chiedendo risposte chiare e tempi certi:
«La Regione Lazio ha il dovere di assicurare standard adeguati in tutti i presìdi ospedalieri, non solo nei grandi poli. Anzio non può essere lasciata in una condizione di precarietà permanente».
«Chiederò formalmente alla Giunta e alla Asl competente di chiarire tempi, responsabilità e soluzioni previste per il ripristino pieno dei servizi».
Ora si attendono chiarimenti ufficiali da parte dell’azienda sanitaria e della Regione.
Si tratta di capire se le criticità denunciate all’ospedale di Anzio e Nettuno siano temporanee o strutturali e quali interventi verranno messi in campo per garantire la continuità e la sicurezza di un servizio così delicato per l’intera comunità, quale Ostetricia e Ginecologia.
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