Con una determinazione adottata dal Servizio Contenzioso e Avvocatura il 29 dicembre 2025, il Comune di Aprilia ha preso atto della sconfitta definitiva davanti al Consiglio di Stato. Ha dovuto quindi avviare le procedure per dare esecuzione alla sentenza del Tar di Latina, ormai passata in giudicato.
Strade del centro di Aprilia ed espropri mai fatti: una storia lunga 60 anni
La storia affonda le radici in decenni (oltre 60 anni) di utilizzo pubblico di alcune aree del centro cittadino che erano di proprietà privata.
Su quei terreni, di proprietà privata, nel tempo il Comune di Aprilia ha realizzato strade e infrastrutture pubbliche senza aver mai emanato un vero e proprio atto di esproprio nei confronti dei proprietari. Si tratta delle aree corrispondenti a tratti di via Piave, via Isonzo, corso Giovanni XXIII, via dei Mille e via Emilia.

La situazione è rimasta irrisolta per anni, fino a quando nel 2015 i proprietari – gli eredi Cossettini – hanno deciso di rivolgersi ai giudici amministrativi per far valere i propri diritti.
Il Tar di Latina, già nel febbraio scorso, aveva dato loro ragione, riconoscendo l’illegittimità della condotta dell’amministrazione comunale di Aprilia.
Il Comune di Aprilia aveva tentato di ribaltare quella decisione impugnandola davanti al Consiglio di Stato, sostenendo di aver acquisito le aree per effetto dell’urbanizzazione realizzata dai privati o in virtù di una vecchia sentenza del Tribunale di Latina del 2008.
Una tesi che però non ha convinto i giudici di Palazzo Spada.
La “mazzata” del Consiglio di Stato: su quelle strade il Comune di Aprilia non ha alcun titolo
Il Consiglio di Stato ha respinto integralmente l’appello dell’ente, chiarendo che quella sentenza del 2008 non attribuiva affatto la proprietà dei terreni al Comune di Aprilia e che non esisteva alcun titolo valido di acquisizione.
I giudici hanno escluso anche la possibilità di invocare l’usucapione, sottolineando che il termine necessario non è decorso e che, in ogni caso, le rivendicazioni dei proprietari hanno interrotto la continuità del possesso già anni fa.
È stato inoltre smontato l’argomento legato alle urbanizzazioni storiche: negli anni Sessanta, quando le strade furono realizzate, non era previsto alcun obbligo di cessione gratuita delle aree, introdotto solo successivamente, e di eventuali atti formali non esiste traccia.
Il Comune dovrà indennizzare gli eredi: verso l’accordo transattivo
A questo punto, presa atto della soccombenza definitiva, il Comune di Aprilia non ha potuto fare altro che avviare l’esecuzione del giudicato.
Con la determinazione approvata a fine dicembre, l’amministrazione ha deciso di procedere all’acquisizione sanante dei terreni al patrimonio comunale, ai sensi dell’articolo 42 bis del Testo unico sulle espropriazioni per pubblica utilità, riconoscendo un indennizzo ai proprietari.
Nel frattempo, tra le parti si sono aperte interlocuzioni per individuare la soluzione meno penalizzante possibile.
Comune e proprietari hanno concordato che la strada preferibile sia quella di una cessione delle aree tramite un accordo transattivo.
L’accordo con i proprietari per un valore stimato in 376mila euro
In questo contesto, il legale degli eredi ha trasmesso una perizia tecnica che valuta il valore dei terreni oggetto del contenzioso in circa 376mila euro.
In attesa della verifica di congruità da parte degli uffici comunali e di una perizia di parte dell’ente, il Comune di Aprilia ha ritenuto necessario impegnare quella somma come importo massimo potenzialmente dovuto, attingendo al capitolo di bilancio destinato alla liquidazione dei contenziosi.
L’importo potrà essere rideterminato al ribasso, ma la decisione segna comunque un passaggio significativo in una vicenda che dura da quasi dieci anni e che rischia di pesare in modo rilevante sulle casse comunali.
Un conto salato per l’amministrazione, figlio di una gestione mai formalizzata delle proprietà su cui insistono alcune delle principali strade del centro di Aprilia, e che ora arriva al capolinea sotto il peso di una sentenza definitiva.
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