Durante il periodo delle festività le Fiamme Gialle hanno messo in atto un piano straordinario di intensificati controlli a tutela della legalità economico-finanziaria e della sicurezza dei cittadini.
Il bilancio è netto: in due attività su cinque della provincia di Latina controllate dalla Guardia di Finanza sono state riscontrate irregolarità. Si tratta di un dato che fotografa un’economia “parallela” ancora troppo diffusa.
La Guardia di Finanza passa al setaccio 49 attività commerciali in provincia di Latina
L’operazione, coordinata dal Comando Provinciale di Latina nell’ambito della strategia del Comando Regionale Lazio, ha interessato l’intera provincia. Il lavoro mirato di analisi e incrocio delle banche dati è stato affiancato da riscontri diretti sul territorio.
Oltre cinquanta militari dei gruppi e delle compagnie di Latina, Formia, Fondi, Terracina, Aprilia, Cisterna e Sabaudia hanno passato al setaccio 49 attività commerciali della provincia.
Al vaglio dei finanzieri sono stati negozi al dettaglio, minimarket, bazar, autolavaggi, barberie, esercizi di abbigliamento e locali di bar e ristorazione, gestiti sia da italiani sia da operatori stranieri.
20 esercizi su 49 hanno evidenziato irregolarità
Il risultato dei controlli della Guardia di Finanza parla chiaro: 20 esercizi sono finiti nel mirino per violazioni legate alla corretta memorizzazione e comunicazione dei corrispettivi. In pratica, quasi il 40 per cento delle attività controllate non rispettava le regole fiscali di base.
A questo si aggiunge l’impiego di 18 lavoratori irregolari o completamente in nero, tutti stranieri. Tre persone addirittura erano prive di documenti e permesso di soggiorno.
6 mesi senza trasmettere i dati del registratore di cassa all’Agenzia delle Entrate
Emblematico il caso di un negozio gestito da un cittadino cinese. L’esercente pur avendo un registratore di cassa formalmente regolare e rilasciando al cliente uno scontrino apparentemente valido, non trasmetteva telematicamente i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate da oltre sei mesi.
Un sistema che, secondo gli investigatori, induceva in errore i consumatori e consentiva di sottrarre al fisco un imponibile ancora da quantificare.
Prodotti contraffatti e non conformi
Non solo evasione. Nel corso dei controlli sono emerse anche gravi violazioni in materia di contraffazione e sicurezza dei prodotti.
Sono finiti sotto sequestro oltre 200 capi di abbigliamento con marchi falsi, più di un centinaio tra consolle e accessori per la telefonia non conformi agli standard di sicurezza, circa 160mila articoli natalizi e 8.500 giocattoli privi dei requisiti previsti dalla normativa comunitaria.
Multe per 450mila euro
I titolari delle attività sono stati segnalati alle autorità competenti e le sanzioni amministrative elevate raggiungono complessivamente un importo massimo superiore ai 450 mila euro. Tutta la merce irregolare è stata ritirata dal mercato.
Un’azione, quella delle Fiamme Gialle, che punta a ristabilire regole uguali per tutti. Perché evasione fiscale, lavoro nero e commercio di prodotti contraffatti non sono solo reati, ma ferite all’economia sana, che penalizzano chi rispetta la legge e alterano la concorrenza.
E in una provincia dove due negozi su cinque fanno i furbi, il conto lo pagano sempre gli onesti.
Leggi anche: Sequestrati 54 chili di “droga della fatica” sulla Pontina





















