Quello approvato ad Anzio dalla Giunta Lo Fazio è un documento articolato che nasce da una constatazione tanto semplice quanto scomoda: i social sono uno strumento utile, ma senza regole rischiano di diventare controproducenti.
Con i social si vuole rafforzare il dialogo con i cittadini, favorire la partecipazione e informare sulle attività dell’ente.
Nella convinzione che i social media possano consentire una relazione più diretta e una maggiore partecipazione dei cittadini, il Comune di Anzio utilizza Facebook, Instagram e YouTube, con l’ipotesi di estendere la comunicazione anche ad altre piattaforme. Accanto all’apertura al mondo dei social c’è però la necessità di fissare paletti chiari, soprattutto su ciò che non è consentito fare.
Canali social del Comune di Anzio: le regole per i commenti degli utenti
Il punto più delicato del discorso sui social riguarda i commenti degli utenti.
La linea tracciata dal Comune di Anzio a questo riguardo è netta: le pagine social istituzionali non sono uno spazio di militanza politica né una bacheca per regolare conti personali.
«Saranno rimossi dall’amministratore tutti i post e i commenti che abbiano un contenuto politico o propagandistico», si legge nel testo, così come quelli con toni offensivi, minacciosi o volgari.
Una scelta che fotografa una realtà sotto gli occhi di tutti: sotto i post istituzionali, spesso dedicati a servizi o comunicazioni di pubblica utilità, proliferano messaggi fuori tema, slogan di partito e insulti rivolti ad amministratori, dipendenti comunali o altri cittadini.
No al maiuscolo: sulle pagine istituzionali del Comune di Anzio non si urla
La policy interviene anche su comportamenti apparentemente banali ma frequenti, come l’uso sistematico del maiuscolo, equiparato esplicitamente a un urlo virtuale.
«L’utilizzo del carattere maiuscolo equivale a urlare», stabilisce il documento, chiarendo che anche questo tipo di commenti può essere rimosso.
Un segnale di quanto l’amministrazione di Anzio intenda presidiare non solo i contenuti delle sue pagine social, ma anche il tono del confronto.
Le pagine social non raccolgono segnalazioni, reclami, richieste
Altro nodo centrale è la distinzione tra informazione e servizio.
I social del Comune di Anzio non potranno essere usati per segnalazioni, reclami o richieste formali:
«Gli account sui social media non sono canali ufficiali per raccogliere segnalazioni».
Per richieste, segnalazioni, reclami ci sono i canali istituzionali tradizionali come sito web, Pec e uffici competenti.
Una risposta indiretta a una pratica ormai diffusa, ovvero quella di affidare ai commenti su Facebook problemi complessi, spesso accompagnati da accuse e polemiche.
Raccomandazioni ai dipendenti
Non meno stringenti le regole interne.
I social istituzionali saranno gestiti esclusivamente dallo staff del sindaco e dal personale incaricato, con il divieto di aprire pagine autonome per singoli uffici senza autorizzazione.
Ai dipendenti viene ricordato che «il dipendente pubblico è tale anche fuori dal luogo e dall’orario di lavoro» e che i social sono spazi pubblici, nei quali comportamenti scorretti o la diffusione di informazioni riservate possono danneggiare l’immagine dell’ente.
La policy affronta anche temi sensibili come la tutela dei dati personali, l’uso delle immagini, in particolare quelle che ritraggono minori, e il divieto di pubblicare foto riconducibili ad attività commerciali o marchi.
Tutto concorre a delineare un perimetro rigoroso, pensato per evitare scivolamenti e contenziosi.
Dietro il linguaggio amministrativo, il messaggio politico è che i social del Comune di Anzio non vogliono più essere terreno di scontro permanente.
Informare sì, partecipare anche, ma senza trasformare ogni post in un comizio o in una bacheca di insulti. Una scommessa tutt’altro che semplice, in un’epoca in cui il confine tra critica legittima e aggressione verbale è sempre più sottile.
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