“Messa in sicurezza e regolarizzazione del traffico dell’incrocio di Via Quarticciolo di Vermicino e Via dell’Acqua Acetosa con la Via Tuscolana attraverso
la realizzazione di una rotatoria”.
Parliamo di un incrocio che provoca difficoltà di scorrevolezza alle auto che percorrono la Tuscolana, specie nei momenti di maggior concentrazione di traffico.
Vista la sua particolare struttura, cioè l’innesto di due strade laterali non sullo stesso asse, l’impianto provoca difficoltà anche alle auto che si devono immettere sulla Tuscolana attraverso due step distinti e ravvicinatissimi.

L’opera era stata inserita nel programma triennale dei lavori pubblici 2025/2027 dal Consiglio comunale in data 11/09/2025.
La Determina comunale del 29 dicembre 2025 è il passaggio che trasforma l’annuncio politico della nuova rotonda in un percorso concreto.
Frascati, sicurezza e flussi per Roma risolti con la rotatoria
Nel documento del Comune di Frascati l’obiettivo politico è scritto senza giri di parole: “messa in sicurezza e regolarizzazione del traffico” da e per Roma e Frascati.
L’incrocio viene trattato come un punto critico, dove la mobilità quotidiana – soprattutto nei flussi da e per Roma – si intreccia con il tema più sensibile per qualunque amministrazione locale: la sicurezza stradale.
La rotatoria, nelle intenzioni, è la risposta strutturale per “normalizzare” uno snodo che oggi genera conflitti di traiettoria e rallentamenti.
Il conto dell’opera: € 1.236.000 per i lavori
La determina distingue due livelli di spesa. Il quadro grande è l’investimento complessivo: 1.236.000 euro, cifra con cui l’intervento è stato inserito nella programmazione dei lavori pubblici.
Il passo immediato, invece, è la progettazione di fattibilità: la base richiesta era 25.132 euro; l’offerta presenta un ribasso del 10% e porta il compenso a 22.619 euro, che con oneri e imposte arriva a 28.699 euro complessivi.
Con questa cifra il servizio di Progettazione Fattibilità Tecnico Economica dei lavori relativi alla nuova rotatoria sulla Tuscolana verrà dunque svolto dall’ingegner Maurizio Conte, che ha lo studio a Rignano Flaminio, che ha presentato l’offerta col maggior ribasso.
Tempi: la speranza di chiudere entro il 2026
Sui tempi, il documento dà un’indicazione netta: la spesa per la progettazione è imputata al 2026.
Questo significa che, se tutto va bene, entro la metà del 2026 si dovrebbe chiudere la fase di fattibilità e arrivare all’approvazione del Progetto.
Da qui, in termini pratici, si aprirebbe la seconda parte della partita: definire il progetto successivo e impostare la gara per i lavori, attesi entro la fine del 2026. Un obiettivo piuttosto ambizioso, quello di chiudere tutto entro l’anno.
Ma la variabile politica vera è un’altra: quanto rapidamente l’amministrazione riuscirà a trasformare il Progetto in atti e scelte coerenti.
La volontà di fare presto sembra esserci tutta. La determina motiva infatti la scelta del professionista esterno in questa maniera:
“con l’attuale organico vi sono difficoltà nel rispettare i tempi di svolgimento delle funzioni di istituto, stante anche il notevole carico di lavoro attualmente svolto dal personale in servizio”.
del resto il Comune di Frascati è in “stato di dissesto finanziario” dal 2022 e non può certo permettersi un ampliamento della pianta organica.
Una situazione che è la fotografia di tanti Comuni: pochi tecnici, tante responsabilità, e la necessità di non bloccare opere considerate urgenti.
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