Ma nei documenti della Regione spuntano delle cifre nominate come “Delta” di cui non è chiara l’origine né il destino. Parliamo di grosse somme, più di 3 milioni di euro (per la precisione € 3.160.707).
Non è chiaro se dovranno essere pagate, non è chiaro chi eventualmente dovrebbe pagarle e perché.
Non vorremmo che i Comuni della provincia di Roma che utilizzano questo impianto di smaltimento rifiuti si ritrovassero nel 2026 o negli anni a venire una sorpresa da caricare poi sulle bollette dei propri cittadini.
Regione Lazio: le tariffe per lo smaltimento rifiuti
L’impianto di via della Solforata insiste in un’area delicata, a ridosso della Riserva naturale di Decima Malafede e negli ultimi anni è diventato sempre più centrale per Roma Sud come per i Castelli Romani, per Ardea e Pomezia come per gli altri comuni del litorale.
In particolare dal 2016, quando la discarica di Albano finì fuori uso a causa di un incendio dai contorni mai chiariti.
La Regione Lazio fissa dunque le nuove tariffe per l’indifferenziato urbano. Lo storico delle tariffe (IVA e tributi esclusi) per l’indifferenziato urbano in ingresso al TMB della Ecosystem: 2022: 177,07 €/t. 2023: 207,34 €/t. 2024: 212,94 €/t. 2025: 218,74 €/t.
Di conseguenza, calcoliamo gli aumenti percentuali:
- 2022-2023: +17,1%
- 2023-2024: +2,70%
- 2024-2025: +2,72%.
Boom di rifiuti speciali vicino alla Riserva
Il punto politicamente più sensibile non è solo il prezzo, ma anche quanta roba arriva e viene lavorata a ridosso dell’area verde protetta.
Nei documenti economici collegati all’atto regionale le quantità in arrivo schizzano alle stelle: da circa 71 mila tonnellate nel 2024 a circa 143 mila tonnellate nel 2025.
Dentro quel salto di volumi c’è un dettaglio che pesa ancora di più: la crescita dei rifiuti speciali.
Le stime indicano un balzo da circa 6,9 mila tonnellate a oltre 41 mila tonnellate.
Un salto gigantesco, che apre una domanda molto concreta: perché una quota così ampia di speciali dovrebbe concentrarsi proprio qui, a ridosso di un’area protetta e già fragile, e quali controlli pubblici stanno accompagnando questa trasformazione?
Tariffe “calmierate” oggi, rischio ‘stangata’ futura?
Infine i dubbi sulle cifre. Qui arriva il nodo che preoccupa i Comuni (e, di riflesso, i cittadini).
L’aumento 2024-2025 appare relativamente contenuto, ma non perché i costi siano scomparsi. Il meccanismo regolatorio Arera impone un freno, e una parte del conto viene (forse) rinviata.
Leggere i dati enunciati dalla Regione Lazio è piuttosto complicato. Noi possiamo soltanto riportare quelli che riteniamo più significativi e porre domande affinché si possa riuscire a capire cosa rappresentano realmente quei numeri
Nei documenti economici collegati all’atto si parla infatti di una non meglio definita differenza “da recuperare post 2025” pari a 1.185.444 euro e per il 2024-2025 pari a 1.975.263, cioè 3.160.707 euro complessivi.
Cosa sono questi 3 milioni di euro classificati sotto la voce “Delta“? Chi li deve pagare?
In pratica il timore è che oggi si tiene il prezzo sotto controllo, ma quel “Delta” resta lì e potrebbe tornare a galla con conguagli e recuperi postumi.
Tradotto: la futura stangata potenziale ha già un numero, e rischia di materializzarsi dal 2026, quando il sistema potrebbe presentare il conto accumulato. E speriamo di essere smentiti

Nel caso si tratti realmente di un debito, non si conoscono Comuni che ne sarebbero coinvolti. Sappiamo che l’impianto di via della Solforata serve le zone di Roma Sud, i Castelli Romani e i comuni del litorale, ma non conosciamo quali appunto siano esattamente i Comuni coinvolti.
Quante volte devono pagare i cittadini?
C’è poi un ultimo capitolo: negli ultimi tempi l’impianto di via della Solforata e il suo ecosistema industriale sono stati associati, per due volte, a due finanziamenti pubblici legati al PNRR.
In sintesi: soldi che arrivano per innovazione, economia circolare, potenziamenti e progetti collegati.
Articolo de Il Caffè del 12/05/2025: Pomezia, l’impianto privato a ridosso della riserva amplia la lavorazione dei rifiuti con i soldi pubblici
Articolo de Il Caffè del 29/10/2025: Pomezia, via libera al colosso privato dei rifiuti per ricostruire un nuovo grande capannone (con i soldi PNRR)
Tanti soldi pubblici, che arrivano dall’Europa, ma che partono in pratica dalle nostre tasche e finanziano un impianto privato che fornisce un servizio pubblico che poi paghiamo sempre con le nostre tasche.
Visto dunque che i soldi escono dalle tasche dei cittadini per 2 volte, sarebbe anche giusto far capire agli stessi cittadini se debbono aspettarsi una terza richiesta di aprire i portafogli legata a questi fantomatici “Delta” che sinceramente non riusciamo proprio a comprendere.
Speriamo che i sindaci dei comuni interessati ne siano a conoscenza e abbiano ben chiari questi conti.
Speriamo si tratti solo di giri contabili in bilanci complessi, difficili da leggere, e che la Regione Lazio non prepari invece una sorpresina.






















